

Intervista al capogruppo dell'opposizione nell'VIII municipio sui primi 6 mesi della giunta di centrodestra

A sei mesi dalle elezioni municipali che hanno decretato il passaggio del Municipio Roma delle Torri dal centrosinistra al centrodestra, Fabrizio Scorzoni, ex presidente del Municipio e capogruppo nelle file locali del PD, commenta l’operato della giunta Lorenzotti in un incontro che si è svolto venerdì 17 ottobre nella sede di partito, a Torre Angela.
Durante la campagna elettorale, ricordiamolo, il centrodestra di Massimiliano Lorenzotti ha puntato molto sulla sicurezza, sull’urbanistica e sul recupero del rapporto tra cittadino e istituzione, ritenuti carenti, nell’amministrazione di centrosinistra degli anni precedenti. Questi temi hanno poi giocato un ruolo fondamentale durante le elezioni di Aprile 2008, soprattutto nei quartieri ad alta densità di residenti stranieri e dove quindi il fattore sicurezza, accanto al fenomeno immigratorio, ha fatto la parte del leone. E un po’ dappertutto ha aggiunto una marcia in più al centrodestra.
Ma per Fabrizio Scorzoni, impegnato in questi giorni nell’organizzazione della grande manifestazione del 25 Ottobre, l’amministrazione di centrodestra “non ha ancora dimostrato capacità di governo”.
Scorzoni, lei ha recentemente riassunto questi primi mesi di centrodestra con l’ironica frase: «tutte chiacchiere e distintivo!», può spiegarne la ragione?
“Il fatto è che il centrodestra ha dimostrato di avere una scarsa conoscenza del livello istituzionale del Municipio. Non ha avuto mai momenti di governo e, dunque, non conosce la macchina amministrativa; e l’impressione che si ha è che s’incontrino tante persone, si parli molto con la gente, ma poi non si arrivi alle soluzioni. Parlare con la gente va bene ma a lungo andare ci si stanca a sentire solo parole”.
Il centrodestra però rivendica quanto invece è stato fatto, ad esempio sul piano della sicurezza: chiusura dei laboratori clandestini di cinesi, sgombero campi nomadi, volanti e gazzelle più presenti… cosa ne pensa?
“Abbiamo visto qualche macchina dei Carabinieri in più; abbiamo visto qualche posto di blocco in più… ma dobbiamo valutare rispetto a ciò che invece è accaduto: persone gambizzate a Borghesiana, un polacco ucciso, le aggressioni che conosciamo [si riferisce alle ultime vicende legate al mondo del neo-nazifascismo. N.d.A.] e la percezione che ci sono ancora molte, moltissime rapine. L’impressione è che la camionetta militare fissa alla stazione di Lunghezza non sia la scelta migliore che si poteva fare per risolvere il problema. Oltretutto posso dire con chiarezza che si è limitata fortemente l’azione del corpo della Polizia Municipale locale, che prima era più incisiva”.
Spesso il problema della sicurezza è fatalmente legato a quello dell’immigrazione. Secondo Lei, come sta rispondendo il centrodestra?
“Io ho lasciato questo Municipio con il campo nomadi di Salone regolare: funzionava molto bene (tante persone, tra cui anche ministri, hanno verificato l’efficienza di quel modello di integrazione e scolarizzazione), ne abbiamo fortemente ridotto le presenze (da oltre 2000 a circa 750), e non esistevano altri campi abusivi nell’VIII Municipio (a parte qualche roulotte a Ponte di Nona). Se lei oggi gira per il nostro territorio troverà almeno altri 3 o 4 insediamenti abusivi che nessuno tocca. Quindi anche da questo punto di vista posso continuare a dire «tutte chiacchiere e distintivo!»: si fa vedere qualche macchina della Polizia, qualche militare, qualche divisa, ma poi nella sostanza poco è cambiato per i cittadini”.
Dunque il giro di vite di Polizia e militari è stata una scelta che non porta a nulla. Perché?
“Perché se non c’è solidarietà, se non c’è lavoro, se non ci sono insomma tutta una serie di requisiti che portano la sicurezza, non basta militarizzare il territorio. Questa soluzione può essere utile in certi momenti, e se proprio dobbiamo militarizzare dobbiamo farlo laddove è necessario. Purtroppo aver così tanto enfatizzato il tema della sicurezza ha prodotto questa forte richiesta da parte dei cittadini, che oggi si sentono comunque insicuri. Oltretutto le forze che abbiamo in campo svolgono un lavoro pesantissimo con un numero di uomini esiguo; si è parlato di aumentare le forze dell’ordine nel nostro Municipio: io non le vedo! Io vedo solo le stesse persone che fanno del lavoro in più. L’Osservatorio regionale sulla sicurezza ha detto che nel nostro territorio ci sono 3 cosche mafiose che operano, e le loro attività riguardano (tra le altre) centri commerciali, solarium, sale giochi, sale scommesse: se guardiamo in giro notiamo che sono moltiplicate in questi ultimi tempi. Significherà qualcosa? Qualcuno ne parla? No. Si parla sempre di immigrati e nomadi ma io credo che questi problemi siano più gravi. Noi abbiamo chiesto un consiglio straordinario, alla presenza del Sindaco e del Prefetto, per conoscere le attività d’indagine in merito a queste cosche: io credo che questa sia una risposta importante per i cittadini”.
Lei apre una finestra su un mondo che a Roma, forse, non conosciamo ancora direttamente e che vediamo solo nei film!
“Questo tema ci preoccupa enormemente. Prima, quando si parlava di mafia, si parlava al massimo del basso Lazio; ora si parla del sud di Roma. Significa che le cosche stanno avanzando. Per questo abbiamo chiesto questo consiglio straordinario ma non abbiamo ancora ricevuto risposta, e visto che ormai è passato un mese e mezzo… si ha l’impressione che quando si parla di sicurezza si debba parlare sempre e solo dell’immigrato, del nomade, della pattuglia in strada, del posto di blocco, ecc. Tutte cose utilissime, ma dei grandi temi – quelli che possono addirittura cambiare le carte economiche di un quadrante – non si parla. Mi auguro che il Prefetto ci dimostrerà il lavoro che sicuramente sta facendo per bloccare ed eliminare questo fenomeno”.
Scorzoni, spostiamoci sull’ambito sociale. Recentemente è stato approvato il nuovo Piano Regolatore Sociale per il nostro Municipio e l’assessore Amato, intervistato, ha dichiarato: noi puntiamo sulla qualità dei servizi…
“Questa è una risposta molto facile. Servono fatti. Pochi giorni fa noi abbiamo votato insieme al centrodestra il nuovo Piano Regolatore Sociale e lo abbiamo fatto per il semplice motivo che quello presentato era la fotocopia del precedente di centrosinistra. Non potevamo non votarlo! Ora, per quanto riguarda la qualità, al di là del principio, lo vedremo nel tempo. Ma la sostanza dice che gli interventi fatti dal centrosinistra sono stati considerati necessari”.
Effettivamente, mi permetta di dirlo, l’assessore Amato non ha espresso un parere del tutto negativo sul lavoro della precedente amministrazione. Ha parlato però di una generale mancanza di qualità nei servizi.
“Vedremo come l’assessore Amato e la giunta Lorenzotti miglioreranno la qualità. Io credo che questo Municipio ha bisogno di uno sforzo massiccio dell’intera città dal punto di vista delle risorse economiche perché questo territorio è uno dei primi a Roma in ordine di necessità. Dunque pensare di risolvere il problema cercando di dare maggiore efficienza ai servizi è utile – e noi come Partito Democratico appoggeremo questa politica – ma non basterà. E’ una pia illusione… io spero che abbia ragione Amato. Sempre se resterà in carica, dato che in questa giunta c’è una forte guerra intestina. Credo comunque che Amato stia facendo qualcosa e lo stia facendo non strappando ciò che è stato fatto in passato ma cercando di migliorarlo”.
Dedichiamo una battuta sulla sanità: secondo il centrodestra con voi le liste d’attesa sono aumentate.
“Questa è un’affermazione parziale. Nel nostro territorio le liste d’attesa vengono prodotte anche perché aumentano i residenti – nell’VIII Municipio si sale di 2 o 3mila residenti l’anno – quindi se si fa un confronto rispetto a 7 anni fa, probabilmente ci saranno 15 o 20mila persone in più. Ieri, ad esempio, sono stati consegnati 328 alloggi a Ponte di Nona da parte dell’ATER, e tra gli assegnatari ho visto tante persone con problemi di disabilità, o disoccupazione, che è chiaro che ricadranno sui servizi e sulle risorse del nostro Municipio”.
Un’altra “punta di diamante” del programma della nuova amministrazione Lorenzotti è poi l’urbanistica. Come pensa stiano procedendo su questo fronte?
“Secondo il centrodestra abbiamo riempito il territorio di case e di cemento, che siamo stati al servizio dei costruttori. Poi scopriamo in campagna elettorale che uno dei più grandi costruttori romani mette a disposizione del centrodestra il proprio giornale: il Messaggero. Inoltre mi pare che le ultime parole dell’assessore all’urbanistica del Comune di Roma indichino una richiesta di modifica al Piano Regolatore per fare altri 30mila alloggi. Questo significa semplicemente che oltre a quelli che aveva già messo il centrosinistra, il centrodestra ne metterà almeno altri 30mila: voglio ricordare che lo stesso numero di alloggi sono stati locati dal centrosinistra in 7 anni. Quindi non so chi urbanizzerà di più la città. Nel programma di Lorenzotti c’è una frase che dice «prima i servizi, poi le case»: vedremo se sarà così, ma io non credo”.
Insomma, per chiudere, è possibile il dialogo con il centrodestra?
“Io in passato mi sono scontrato anche duramente con il centrodestra, ma ho già dato dimostrazione che sui problemi della gente – quando non li si vuole strumentalizzare – l’opposizione sarà responsabile. Sul Piano Regolatore Sociale è stato così, e lo abbiamo dimostrato. Certo è che se troveremo strumentalizzazioni e distrazioni dai problemi reali, la nostra opposizione non farà sconti a nessuno”.
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