Laboratorio Analisi Lepetit

Scuola Pisacane. Resta proposta dell’accorpamento alla Pavoni

L’incontro in Regione, tenutosi nei giorni scorsi, non ha risolto il dilemma sulla scuola di Torpignattara
di Serenella Napolitano - 4 Dicembre 2009

Pochi giorni fa si è tenuto presso la regione un tavolo d’incontro tra il Comune di Roma, l’assessorato alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma e le parti sociali per discutere sull’accorpamento della scuola elementare Carlo Pisacane nel quartiere di Torpignattara di Roma alla scuola media romana Pavoni, che vede come la stessa Pisacane un’alta percentuale di alunni non italiani.

Il ciclone che avvolge le sorti della scuola, ha avuto origine a gennaio, quando in base al decreto legge 154 che vede gli istituti con alunni inferiori a 500 accorpati ad altri (non si parla di chiusura degli istituti ma solo dell’accorpamento delle presidenze), il comune ha deliberato di unire le due scuole, creando un istituto a ciclo unico.

 

La preoccupazione di alcuni genitori è stata che “la scuola diverrebbe cosi quasi esclusivamente frequentata da stranieri rischiando quindi un unico grande ciclo di soli stranieri con una fuga sempre maggiore di italiani”

La loro proposta è stata quella di “accorpare alla Pisacane l’altra scuola elementare del quartiere di Torpignattara, la Deledda, che ha meno stranieri, permettendo un miglior interscambio di alunni italiani e non”.
Posto il problema, resta dunque risolverlo. “Il Dimensionamento portato in discussione al tavolo regionale, con l’accorpamento della Pisacane-Mancini con la Pavoni , è fortemente inadeguato per il Municipio Roma VI. Avevamo infatti proposto una soluzione diversa, ed eravamo anche disponibili a sederci attorno ad un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per trovare la soluzione più adeguata per il nostro territorio.

Così non è stato. Dapprima il Comune ha bocciato la nostra proposta senza nemmeno discuterla con noi e ne ha avanzata un’altra, a nostro modo di vedere assolutamente inadatta ad affrontare i problemi della nostra rete scolastica. Riteniamo la proposta del Comune frutto di miopia e pregiudizio”. A dichiararlo in una nota congiunta sono il Presidente del Municipio Roma VI, Giammarco Palmieri ed il Presidente della Commissione Scuola, Fabrizio Ferretti.

“Crediamo anche che sia utile capire le motivazioni che hanno spinto la regione a non considerare la proposta del Municipio – continuano – e per questo chiederemo un incontro urgente all’assessore alla scuola Di Stefano, al fine di trovare una risposta che incontri i bisogni dei cittadini e del territorio e che eviti una soluzione burocratica e ideologica”

Al tavolo regionale ha partecipato anche l’assessore alle politiche della Scuola, Paola Rita Stella, che ha segnalato le oltre 600 firme di cittadini che chiedono di rivedere la proposta di dimensionamento avanzata dal Comune di Roma. “Per questa ragione – ha dichiarato Paola Rita Stella – chiederemo all’Assessore Marco Di Stefano di aprire un tavolo di confronto tra Comune, Provincia di Roma, VI Municipio e parti sociali sulla questione della scuola “Carlo Pisacane”, al fine di ricercare congiuntamente la soluzione più giusta e più adeguata a rispondere alle esigenze poste dai cittadini”.
Intanto la scuola Pisacane, definita erroneamente un po’ dappertutto ‘scuola ghetto’, vanta buone pratiche di insegnamento-apprendimento, in diversi settori.

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Ha partecipato al concorso di poesia sulla memoria indetto dalla scuola Manzi ed un’alunna è stata premiata per aver scritto una delle migliori poesie; ha realizzato in sinergia col Municipio e con la rete scolastica di riferimento (IIS Di Vittorio-Lattanzio) due rassegne di musica aperte al territorio in cui gli esperti esterni coinvolti nel progetto di educazione musicale, musicisti di levatura internazionale, hanno tenuto concerti gratuiti in estate coinvolgendo le famiglie e il territorio. E potremmo continuare sulle tante attività dell’istituto.

Dai dati raccolti emerge un altro punto fondamentale, che tutti gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti al IV Circolo didattico di Roma, sono nati a Roma, tranne uno!
Per ora, burocraticamente, tutto rimane uguale. La proposta dell’accorpamento c’è, di sicuro la scuola continuerà ad essere punto importante per tutti gli studenti del quartiere.


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