

La giunta Gualtieri ha già firmato la delibera necessaria a sbloccare i lavori
Finestre che spifferano, termosifoni che cigolano, luci al neon che sembrano uscite da un film anni ‘80. Scene quotidiane in molte scuole della Capitale, ma che – almeno per alcune – potrebbero presto diventare solo un ricordo.
Sta finalmente arrivando anche nel Municipio VIII il Cis – Contratto istituzionale di sviluppo, un maxi piano da 200 milioni di euro che promette di trasformare oltre 100 scuole romane in strutture più moderne, sostenibili e sicure. E quattro scuole del quartiere sono già nella lista delle fortunate.
Si parte dalla scuola Livio Tempesta in via Salvatore Pincherle, dove il restyling toccherà anche la palestra. Poi sarà il turno della Benedetto Croce, della scuola Europa in via Grotta Perfetta e dell’infanzia di viale Ambrosini. Grandi assenti – almeno per ora – la Raimondi e la Poggiali-Spizzichino, che dovranno attendere il secondo giro.
Ma cosa prevede questo piano? Non solo nuove finestre e caldaie: si parla di pannelli fotovoltaici, cappotti termici, impianti a LED e una lunga lista di migliorie pensate per ridurre sprechi e consumi. Un vero e proprio lifting energetico che – se realizzato come promesso – renderà le scuole più efficienti e salubri. E forse, anche un po’ più belle.
La giunta del sindaco Roberto Gualtieri ha già firmato la delibera necessaria a sbloccare i lavori. Ma tra il dire e il fare – lo sanno bene genitori e insegnanti – ci sono di mezzo permessi, bandi e tempi biblici.
Al momento, infatti, non c’è ancora una data certa di inizio. Lo ha ammesso anche l’assessora municipale alla Scuola, Francesca Vetrugno: “Stiamo aspettando notizie ufficiali sull’apertura dei cantieri”.
L’obiettivo, secondo quanto trapelato dal Campidoglio, è partire entro la fine dell’anno con almeno metà degli interventi previsti. Ma i segnali di partenza sono ancora deboli, e nelle scuole c’è chi inizia a domandarsi se davvero il 2025 segnerà la svolta.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.