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Sequestrati tre pappagalli a mendicante che li usava per l’elemosina

Nel Centro storico di Roma, su segnalazione di un attivista della Lav. Denunciato l'extracomunitario. Non è il primo caso e si pensa a un racket

L’ennesimo episodio di sfruttamento di animali è avvenuto a Roma in pieno centro storico, venerdi 18 agosto, in via dei Giubbonari all’angolo con largo dei Librari. Un mendicante straniero dell’est europeo, già pregiudicato, si serviva di tre pappagalli per raccogliere elemosina. Gli animali, appositamente ammaestrati, erano costretti a prendere col becco dei bigliettini di carta da un’urna per offrirli ai passanti che, letto il contenuto, erano invitati a lasciare un’offerta. I pappagalli erano legati su un trespolo con una catenina.


 


Su segnalazione di una cittadina italiana, responsabile della LAV (Lega Antivivisezione) di Roma, alcuni agenti del Primo Gruppo della Polizia Municipale sono intervenuti prontamente, provvedendo alla confisca degli animali e a sanzionare la persona che li deteneva in base all’applicazione dell’articolo 14 del nuovo Regolamento Comunale sulla Tutela degli animali, che vieta la detenzione o l’utilizzo per l’accattonaggio di qualsiasi animale.


 


Il pronto intervento degli agenti del I Gruppo è stato decisivo per il sequestro dei tre pappagalli, ma visto il trauma subito, e la loro continua riduzione in cattività, non sarà possibile riadattarli alla libertà, non potendo i piccoli animali più volare. L’unica possibile soluzione è l’affidamento a persone di fiducia consigliate dalla Lav per la loro attenzione verso gli animali.


 


La Lav ringrazia sentitamente i vigili urbani per il loro aiuto e avvisa tutti i cittadini a  non elargire danaro a coloro che usano animali, sfruttandoli, e costringendoli a svolgere delle azioni forzate.


 


Il precedente del 23 maggio e l’ombra del racket


 


Non è questo il primo caso a Roma di sfruttamento di pappagalli. Un altro fatto è avvenuto il 23 maggio sempre al centro storico, in via delle Muratte. Anche allora un mendicante extracomunitario senza permesso di soggiorno si serviva di tre pappagalli, del tipo “cocorita”, per ricevere delle offerte dai passanti dopo l’esibizione dei pittoreschi pennuti nello stesso sistema di quelli di via dei Giubbonari. La segnalazione di un attivista della Lav a un vigile presente aveva permesso il sequestro degli animali e la sanzione per il mendicante.


 


Dagli ambienti della Lav si pensa che dietro questi due episodi ci sia un tentativo di racket, o una piccola scuola di “addestratori” che cerca di emergere a Roma. L’Associazione, infatti, ricorda che la confisca dei pappagalli è soltanto l’ultimo caso di una serie di confische di animali, soprattutto cuccioli di cane di pochi giorni di vita, usati e sfruttati per raccogliere l’elemosina: non si tratta più di casi sporadici, ma di un vero e proprio fenomeno organizzato di sfruttamento di animali per motivi di lucro. In questo, di grande aiuto è stato l’intervento deciso del Comune di Roma che, con il suo regolamento a tutela degli animali, ha contribuito a reprimere questi episodi: chiunque avvisti situazioni di maltrattamento o di sfruttamento di animali può tranquillamente chiamare il numero dei vigili o lo stesso comune di Roma per l’intervento.


 


Per consultare il “Regolamento Comunale Roma”: www.lav-roma.it oppure www.lav.it

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