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Sesto, si parte col piede giusto o no?

Considerazioni a margine dei primi atti del Consiglio municipale

Non si può dire abbia scaldato gli animi la prima seduta del nuovo Consiglio del Municipio VI. Il pubblico non ha fatto altro che assistere ad una serie di atti dovuti e protocollari: convalida degli eletti (Presidente e consiglieri), elezione del nuovo Presidente del Consiglio nella persona di Gianluca Santilli (Margherita-Ulivo), giuramento del Presidente Teodoro Giannini, comunicazione di quest’ultimo relativa alla nomina del Vice-presidente e degli altri tre assessori.

A proposito di quest’ultimo atto, è doveroso notare che tutti e 4 gli assessori provengono non dal Consiglio, ma sono stati proposti direttamente dalle segreterie dei partiti o da pezzi e correnti di partiti. In particolare: Stefano Veglianti (DS), mancato candidato alla carica di Presidente, è stato ricompensato con la vicepresidenza; Antonio Vannisanti (DS), assessore uscente ai servizi sociali, è stato riconfermato senza alcun bisogno di passare per le forche caudine delle elezioni; lo stesso dicasi di Enzo Carpenella (Margherita), vicepresidente uscente e neo-assessore che, per la seconda volta senza bisogno di elezioni, entra nella Giunta vincendo la concorrenza di due ex consiglieri molto popolari come Italo Intino e Mauro Caliste; infine Piero Frontoni (Rifondazione comunista), l’unico che si sia presentato alle elezioni pur non risultando eletto (è giunto quarto dietro, nell’ordine: Sirleto, Gambini e Fabrizio Capparucci), diventa assessore dopo aver vinto la concorrenza dell’assessore uscente Sandro Santilli.

E’ curioso osservare che il peso dei DS nella Giunta cresce in ragione della diminuzione del loro numero all’interno del Consiglio: erano 8 più Vincenzo Puro nel vecchio Consiglio, adesso sono 5, essendo nel frattempo uscito dal partito il primo degli eletti dei DS, Massimo Piccardi (attualmente indipendente nell’Ulivo).

Per quanto concerne la carica di Presidente del Consiglio, la proposta di Gianluca Santilli è giunta un’ora prima della riunione, ed ha ricevuto 16 voti a favore sui 17 disponibili nella maggioranza di centrosinistra.
A dire il vero alcuni giorni prima Rifondazione comunista aveva avanzato l’ipotesi Sirleto (primo degli eletti di Rifondazione ed ex consigliere dal ’94 al 2001). Dopo l’elezione del Presidente è stata la volta dei due vicepresidenti: per la maggioranza è stata eletta la dottoressa Maria Marino (Moderati per Veltroni) con 12 voti su 17; per la minoranza la navigata Laura Marsilio, consigliera dal 1994, con 8 voti su 8. Certo, sia l’elezione del Presidente che dei due vicepresidenti del Consiglio non hanno evidenziato una grande compattezza nella maggioranza di centrosinistra.

Anche la comunicazione sulla Giunta, del resto, lascia intuire che vi sia, in corso, un acceso dibattito: sono stati nominati gli assessori, infatti, ma nulla si è detto e scritto in relazione alle deleghe che saranno loro affidate. Si sperava inoltre che Giannini potesse, già nella prima seduta, leggere il documento politico-programmatico (il programma di governo); così non è stato; si spera pertanto che nella prossima seduta tutti gli anelli mancanti possano essere al loro posto, in modo da assicurare una partenza del nuovo governo municipale con il classico “piede giusto”. Infine è doveroso dire qualcosa sulla configurazione del nuovo Consiglio: le donne sono 6 contro 2 del precedente Consiglio, i volti nuovi sono 13 su 25, più del 50%, rispettivamente 10 nella maggioranza e 3 nell’opposizione; dei 13, però, 2 sono ritorni: Sirleto (assente dal 2001) e Spoltore (assente dal 1997).

Vedremo come i 25 consiglieri risolveranno la loro prima incombenza: l’organizzazione delle Commissioni e la scelta dei rispettivi Presidenti.

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