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Sfratto dei rifugiati afgani dal Forlanini

Giudici (Pdl): Forlanini diventi presidio socio-sanitario. Ortu (PRC): “No chiusura centro rifugiati. Belviso intervenga”

Per i 50 rifugiati afgani è partita dalla maggioranza (Pd, Idv, Lista 5 stelle, Prc, Lista Rutelli) del Consiglio del Municipio XVI la richiesta all’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Roma di proroga all’accoglienza nelle strutture dell’ex ospedale con la motivazione di emergenza umanitaria.

“Si ritroverebbero in strada, in condizioni inumane, decine di persone. Il Comune – Massimiliano Ortu Capogruppo di Rifondazione Comunista e vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XVI – può intervenire nell’immediato per mantenere aperta la struttura, può fare in modo che quel servizio garantito da ‘Medici per i diritti umani’, possa essere prestato, in termini di numero di posti letto e qualità, anche dopo il 15 aprile. È evidente – prosegue Ortu – che anche la Regione dovrà essere coinvolta in questa vicenda, non è solo il Comune il soggetto istituzionale interessato. Sarebbe ridicolo che una città europea, la capitale d’Italia, non fosse in grado di dotarsi delle strutture adeguate per garantire a chi fugge dalla guerra, assistenza e diritti previsti dalle convenzioni internazionali”.

Di parere differente i consiglieri del Pdl che vogliono riportare il Forlanini come struttura sanitaria operativa.

“Continueremo – dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere Pdl del XVI Municipio – ribadire la necessità di restituire all’ex ospedale una funzione di presidio socio-sanitario a servizio della cittadinanza. Lo vuole la gente del nostro quartiere e di Roma che, a causa delle politiche folli della giunta Marrazzo, non può più usufruire di un centro di eccellenza rinomato come l’ospedale Forlanini. A tal proposito – conclude Giudici – confidiamo nell’interesse e nei programmi annunciati dal presidente della Regione Renata Polverini sul futuro dell’ex nosocomio. I rifugiati del Forlanini, quindi, seppur meritevoli delle adeguate tutele, devono essere trasferiti altrove”.

 

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