

L'associazione Ex Lavanderie chiede nuove destinazioni d'uso per l'area dell'ex manicomio
Non ci sarà nessun polo universitario al Santa Maria della Pietà. Con una nota del 12 maggio 2010, la “Sapienza” comunica la decisione del C.d.A. di recedere dal Protocollo di Intesa del 2007 e di rinunciare all’acquisto di parte dei padiglioni dell’Ex Manicomio di Roma.
E scattano le polemiche. In una nota del 17 maggio 2010 l’associazione Ex Lavanderia afferma: "si chiude definitivamente una farsa durata 15 anni."
"Crolla quindi definitivamente il castello di bugie con cui gli esponenti delle giunte Veltroni e Marrazzo, proseguendo in un disegno iniziato dalla gestione Storace, hanno consegnato il S.Maria della Pietà a un utilizzo insensato e hanno permesso alla ASL RME di gestire in forme arbitrarie e privatistiche un patrimonio pubblico prezioso."
"La partita universitaria – prosegue l’associazione Ex Lavanderia – giocata in particolare dagli ex assessori regionali Montino e Nieri e dall’ex assessore comunale Morassut è stata niente di più che una ‘partita di giro’ che ha permesso alla Regione di acquisire 30 milioni di euro virtuali per far finta di ripianare il bilancio della sanità."
"Tutte le richieste dei cittadini e delle associazioni che per 15 anni hanno proposto un progetto organico e partecipato di uso civico, culturale e sociale sono state ignorate – denuncia l’associazione.
"Gli ostelli della gioventù sono stati smantellati illegalmente nel 2002, la mensa è stata messa gratuitamente nelle mani di gruppi privati, illegittimamente sono stati riportati pazienti psichiatrici all’interno, il parco è stato invaso dalle automobili e gran parte del comprensorio è stato trasformato in una cittadella sanitaria proprio nel quadrante della città dove la presenza di poli ospedalieri è assolutamente sovradimensionata. Tutto questo è stato realizzato utilizzando come specchietto per le allodole la realizzazione di un ‘campus universitario’ che avrebbe dovuto qualificare l’area e promuovere la cultura."
Per questi motivi "l’Associazione Ex Lavanderia promuove una nuova vertenza per l’uso pubblico, sociale e culturale dell’Ex Manicomio di Roma."
I punti in questione sono numerosi: "i 5 padiglioni ristrutturati ad ostello tornino a quell’uso, considerato che Roma è fanalino di coda europeo per quanto riguarda l’accoglienza del turismo giovanile.
"Gli 8 padiglioni che il protocollo indicava come destinati all’Università diventino almeno una parte di quel polo culturale pubblico chiesto per anni da associazioni e cittadini. Si parta dal progetto ‘Città ideale’."
"Il Padiglione 28, (mensa e bar), sia sottratto alla gestione privatistica e riconsegnato alla gestione pubblica affidandolo a cooperative integrate che permettano l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati."
"Il Parco sia pedonalizzato realizzando la navetta elettrica e ripristinando il parcheggio esterno. Si definiscano le competenze e si trovino le risorse per tutelarne la qualità ambientale."
"Sia definitivamente garantita e sostenuta la gestione pubblica del Padiglione 31 da parte dell’Associazione Ex lavanderia e del Padiglione 41 da parte della Coop. Pass Partout."
"Si apra un percorso di nuova deospedalizzazione del S.Maria della Pietà procedendo alla ricollocazione sul territorio delle strutture psichiatriche nello spirito della Legge 180. Si dirottino le risorse tratte dall’uso dei padiglioni verso i servizi territoriali di Salute Mentale così come vuole la Legge nazionale."
"Si completi l’operazione di spostamento del Municipio 19 lasciata a metà con l’individuazione di una sede adeguata per la sala consiglio."
Infine l’associazione Ex Lavanderia chiede che "si faccia luce sulle scelte che Regione e ASL RME hanno praticato negli ultimi 12 anni, individuando le responsabilità giuridiche e politiche sugli utilizzi illegittimi e la gestione delle risorse."
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