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Sicurezza, duro scambio polemico tra Rutelli e Alemanno

Rutelli: Berlusconi sanò 141.620 rumeni. Alemanno: mente sapendo di mentire

Resta incandescente la polemica sulla sicurezza, dopo l’aggressione a Roma di una studentessa africana da parte di un cittadino rumeno vicino alla stazione ferroviaria de La Storta. «Voglio ricordare ad Alemanno – ha detto il 20 aprile 2008 il candidato sindaco di Roma del Pd Francesco Rutelli – che il governo Berlusconi, di cui faceva parte, ha approvato quattro provvedimenti: una sanatoria per l’ingresso di 141.620 rumeni, la direttiva che non prevede il non rientro dei cittadini che vengono allontanati dal nostro Paese e ha abolito il visto per i cittadini rumeni, non ha previsto alcun limite per l’ingresso dei cittadini rumeni nel nostro Paese».

Quattro provvedimenti – ha continuato Rutelli in una conferenza stampa nella sede del suo comitato elettorale – che «sono alla base dell’impossibilità di selezionare ed espellere i delinquenti tra le centinaia di migliaia di cittadini rumeni che sono onesti lavoratori». «Il governo precedente – ha detto ancora il candidato sindaco del Pd – ha bellamente ignorato questa problematica».

Alemanno. «In materia di sicurezza Rutelli mente sapendo di mentire. Le responsabilità prevalenti, se non esclusive, sono del Governo Prodi», ha replicato il candidato del Pdl a sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il candidato a sindaco ha spiegato che «è stata necessaria una sanatoria per gli immigrati clandestini entrati nel nostro paese durante gli scorsi tre governi di centrosinistra; a tutti sono state prese le impronte digitali e quindi sono persone sotto controllo». Alemanno, inoltre, ha spiegato che «la Romania è entrata nell’Unione Europea il primo gennaio del 2007; Prodi aveva sei mesi di tempo per fare una moratoria e non l’ha fatto. Infine, sempre il Governo Prodi ha esteso anche ai cittadini extracomunitari la possibilità di entrare in Italia con un visto turistico. Loro poi ci rimangono».

Alemanno si è poi detto «disponibile a fare con Rutelli un ragionamento insieme sul tema della sicurezza, che però non può essere fatto sulla base delle menzogne. Fino a ieri – ha concluso Alemanno – Rutelli e Veltroni dicevano che Roma è sicura; oggi scoprono che non lo è». Parlando dal palco allestito in piazza del Popolo, Alemanno si è quindi rivolto al pubblico dicendo: «L’episodio della signora Reggiani non gli ha insegnato niente».

«Se diventerò sindaco di Roma, in occasione della prima riunione di giunta, presenterò una delibera per destinare le risorse necessarie perché le forze di polizia municipale vengano dispiegate nelle aree a rischio», ha detto ancora Alemanno, sottolineando che «bisognerà rivolgersi al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza per chiedere l’espulsione dei 20 mila stranieri considerati pericolosi per la sicurezza». A livello nazionale «chiederemo – ha continuato Alemanno – un nuovo decreto legge sulle espulsioni e un Patto sulla Sicurezza che destini più risorse per la città di Roma. Ci sono, infatti, alcune misure che prenderemo da soli ma, in altri casi, il sindaco risponde alla filiera istituzionale».

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