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Sicurezza stradale, dall’Aci nuove proposte

Obiettivo: ridurre del 50% il numero di morti entro il 2010

L’Automobile club d’Italia ha illustrato nei giorni scorsi, presso la sede di via Marsala, una serie di iniziative pensate per ridurre del 50%, entro il 2010, il numero di morti e feriti sulle strade del nostro Paese. Il raggiungimento del parametro è uno degli obiettivi fissati dall’Unione Europea, per far fronte a una tragica consuetudine che si ripete ogni anno. Quella dell’Aci è una mobilitazione senza precedenti e arriva a due mesi dalla prima “Settimana mondiale della sicurezza stradale”, indetta dalle Nazioni Unite dal 23 al 29 aprile.

L’impegno prevede in primis la raccolta di un milione di firme, per impegnare il governo italiano ad adottare misure urgenti ed efficaci contro il devastante fenomeno dell’incidentalità stradale e, allo stesso tempo, per esercitare una forte pressione su Onu e G8 affinché spingano gli altri organismi internazionali a un maggiore impegno in materia. Secondo obiettivo quello di dar vita a un piano quadriennale di iniziative e interventi di comunicazione per far sì che l’Italia centri l’obiettivo 2010. Primo passo in questa direzione è la piena adesione dell’Aci alla campagna “Strade sicure” della Fia (Federazione internazionale dell’automobile) che chiede lo stanziamento di 300 milioni di dollari, in dieci anni, per migliorare i livelli di sicurezza nei paesi in via di sviluppo.

“La sicurezza stradale – ha commentato il Presidente dell’Aci, Franco Lucchesi – è un’emergenza mondiale che ogni anno vede la morte di un milione e duecentomila persone e il ferimento di oltre cinquanta milioni. Non è più possibile stare a guardare e non è più possibile continuare a parlare di fatalità”. “L’Aci – ha concluso Lucchesi – impegnerà tutte le risorse di cui dispone per sensibilizzare istituzioni, forze politiche, organizzazioni non governative, imprese, media e opinione pubblica in una lotta senza quartiere all’incidentalità stradale”.

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