

Polemiche sui santini della 'Santa di beata ignoranza' distribuiti il 7 ottobre da alcuni manifestanti
Striscioni, slogan, fischi e perfino santini. Lunedì 6 ottobre è stata un’altra giornata di lotta contro la riforma della scuola Gelmini. L’ennesima manifestazione, da quando l’istituto “Iqbal Masih” il 15 settembre diede il via ad una settimana di iniziative contro il maestro unico. Oltre duecento tra insegnanti, genitori e alunni si sono riuniti davanti a Montecitorio, mentre in Parlamento si discuteva del decreto 137, sul quale il governo ha posto la fiducia.
A scatenare alcune polemiche all’interno della maggioranza sono stati dei santini distribuiti dai manifestanti, che raffigurano il ministro dell’Istruzione come la “Santa di beata ignoranza”, con tanto di preghiera sul retro: “Maria Stella di ignoranza, il governo è con te. Tu sei benedetta da Tremonti…”. Il consigliere provinciale del Pdl Federico Iadicicco ha definito “poco consono e diseducativo l’utilizzo satirico della preghiera da parte degli educatori”. Immediata la replica del Pd. “E’ grave, invece, che venga posta la fiducia sul decreto Gelmini. Anche questa volta il governo va per la sua strada, senza ascoltare le proposte dell’opposizione”, risponde Maria Coscia, responsabile nazionale Pd per l’istruzione.
“La mia scuola dice no all’entero-gelmina”. “La scuola primaria è di eccellente qualità forse per questo la vogliono eliminà”. Sono alcuni degli slogan ripetuti senza sosta dai manifestanti, in una piazza colorata dalle bandiere dei partiti di opposizione presenti al sit-in.
“La nostra protesta non riguarda solo un problema di disoccupazione, ma anche di contenuti, perché i ragazzi hanno bisogno di più tempo per imparare e il maestro unico non può dominare tanti saperi diversi”, dice Simonetta Salacone, dirigente scolastico della “Iqbal Masih”. “Quello che temiamo – spiega Anna Fedeli, segretaria regionale della Federazione Lavoratori della Conoscenza (Flc) Cgil – è che questa riforma rappresenti il primo passo verso la privatizzazione della scuola. Con l’abolizione del modulo e i tagli al tempo pieno, le famiglie che potranno permetterselo saranno costrette a ricorrere ad istituti privati”. Per chi invece non potrà pagare rette tanto alte, tornerebbe il vecchio doposcuola. “Un salto indietro inaccettabile – conclude Fedeli – . Con la scuola pubblica trasformata in un’istituzione assistenziale e non più educativa e il ritorno dell’odiosa divisione tra famiglie più e meno abbienti”.
Al sit-in hanno partecipato numerose scuole romane, affiancate dagli studenti di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, che hanno animato la piazza al coro di “Vogliamo essere maestri”. Al corteo erano presenti anche l’associazione di genitori e insegnanti “Non rubateci il futuro”, l’Unione degli studenti (Uds) e molti rappresentanti dei partiti di opposizione e delle parti sociali.
La protesta “contro chi vuole mettere le mani sulla scuola pubblica” è andata avanti fino a sera, quando la manifestazione si è spostata all’istituto Pisacane, di via dell’Acqua Bullicante, che ha replicato l’iniziativa “Porte aperte a scuola anche di sera” con una seconda Notte Bianca. Dibattiti e laboratori hanno impegnato bimbi e genitori fino alle 19.30. Mentre alle 21 è andato in scena lo spettacolo di Ascanio Celestini.
Le proteste non finiscono qui. L’Uds ha annunciato per venerdì 10 ottobre “più di 70 cortei in tutta Italia contro la riforma Gelmini”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.