

Uno studio del CNR fa il punto della situazione: in alcuni quartieri storici molto edificati i correttivi possono essere soltanto minimi (aiuole al posto di marciapiedi)
Roma è la seconda città europa per spazi verdi, al primo posto Oslo.
Tuttavia in alcune zone cemento e asfalto la fanno da padroni, con il 90 per cento della superficie occupata da edifici e strade. Uno studio del CNR, pubblicato nei prossimi giorni, fa il punto della situazione nella Capitale prendendo ad esempio alcuni quartieri storici in cui l’edificato è tale che i correttivi possono essere soltanto minimi (vale a dire, aiuole al posto di marciapiedi).
Riprese realizzate da 2000 metri d’altezza hanno rivelato che lungo la Gianicolense il 58,36% della superficie è composto da edificato e strade (ima beffa toponomastica, per una zona denominata Monteverde. Peggio nel triangolo Prati (il nome anche in questo casi è ingannevole!), Mazzini e Trionfale.
In questi quartieri i palazzi occupano il 47,59 per cento mentre le strade si prendono il 28,76, con picchi di superficie impermeabile dell’85,78 nella zona intorno a piazza dei Quiriti; e il verde superstite occupa il 4,4 per cento sostenuto da un buon 16,26 per cento di alberi. Poco sopra al virtuoso limite massimo del 50 per cento di superfici impermeabili è la zona Trastevere, e Cavalleggeri. E sotto, al 49 per cento, il quartiere Trullo-Magliana.
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