

Lo Stato ha meno di un mese per esercitare il suo diritto di prelazione all'acquisto
1- Palazzo Altemps, dal sito tourvisaitalia.com
Nel corso degli ultimi giorni, grazie ad una serie di articoli pubblicati da la Repubblica, è balzata agli onori della cronaca la vicenda relativa alla vendita di una parte di Palazzo Altemps. Ovvero una delle più interessanti testimonianze dell’architettura rinascimentale, situato a ridosso di piazza Navona.
Il 22 febbraio scorso un gruppo di otto società, tutte costituite un mese prima di questa transazione, ha acquisito dalla precedente proprietà una porzione corrispondente ad un quarto dell’edificio, alla cifra di 27,6 milioni di euro.
La questione ha destato diverse perplessità per il fatto che la comunicazione dell’avvenimento da parte della soprintendenza regionale, che ha il compito di esercitare il diritto di prelazione per conto dello Stato, è arrivata solo ora a più di un mese dall’acquisto. In questo modo al ministero dei Beni Culturali rimangono solamente 24 giorni di tempo, dei 60 a disposizione, per tentare di esercitare il suo diritto di prelazione e sostituirsi agli acquirenti privati.
Eppure il ministero aveva mostrato grande interesse quando in autunno la precedente proprietà aveva dichiarato di voler cedere l’unica parte rimasta privata dell’immobile. Erano stati compiuti dei sopralluoghi ed alcuni istituti di credito si erano dichiarati disposti a versare per conto dello Stato la cifra necessaria all’acquisto, ricevendo in cambio l’utilizzo di una parte dei locali quale compensazione.
Il Ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, non si è scomposto per l’accaduto dichiarando che: “verrà espletato ogni tentativo possibile per conservare almeno la parte di palazzo Altemps di effettivo interesse per lo Stato”.
Anche se è presumibile che non sarà facile evitare il rischio di una speculazione edilizia da parte dei nuovi acquirenti.
Per ora l’unica certezza è che se lo Stato non sarà in condizione di riscattare questa parte del Palazzo si allontanerebbe ancora di più la prospettiva, risalente al lontano 1982, di realizzarvi un polo museale.
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