

La società proprietaria dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme contribuirà alla gestione dell'emergenza abitativa esplosa dopo l'incendio del 29 luglio
Mezzo milione di euro per cercare di tamponare la crisi abitativa e sociale esplosa all’Esquilino.
Investire Sgr, la società di gestione del fondo proprietario dell’immobile al civico 55 di via Santa Croce in Gerusalemme – per anni sede dell’esperienza occupata di Spin Time Labs –, ha annunciato l’intenzione di erogare un contributo straordinario di 500mila euro a sostegno di Roma Capitale.
L’obiettivo dichiarato è quello di aiutare l’amministrazione comunale a trovare una sistemazione temporanea per le centinaia di persone rimaste senza un tetto a seguito del rogo divampato nello stabile lo scorso 29 luglio.
La misura, formalizzata direttamente dalla Sgr attraverso una nota ufficiale, prevede un meccanismo d’intervento diretto.
«Roma Capitale individuerà le strutture e i servizi necessari e curerà le relative procedure – fa sapere la proprietà –, mentre Investire Sgr provvederà direttamente ai pagamenti nei limiti del contributo previsto».
Un passaggio operativo che avverrà tramite delegazione di pagamento, consentendo alle casse comunali di attingere subito a risorse fresche per coprire i costi degli alloggi di emergenza.
Al centro dell’intesa c’è soprattutto la salvaguardia del tessuto sociale locale. Nelle intenzioni dei proprietari dello stabile, le soluzioni alloggiative transitorie dovranno privilegiare, per quanto possibile, strutture ricettive e moduli abitativi collocati nello stesso quartiere Esquilino.

La scelta nasce dalla volontà di preservare il radicamento territoriale dei nuclei interessati, garantendo una protezione rafforzata alle situazioni di maggiore fragilità e consentendo ai minori di non interrompere il proprio percorso scolastico ed educativo con l’inizio del nuovo anno.
L’iniziativa della società proprietaria arriva nel pieno di un delicato braccio di ferro con il Campidoglio per la gestione del post-incendio e la futura destinazione dell’edificio, rimasto sotto sequestro dopo l’evacuazione della notte del 29 luglio.
Se sul piano dell’acquisizione dello stabile la trattativa resta complessa, sul fronte dell’assistenza umanitaria l’impiego dei 500mila euro punta a dare una prima risposta concreta alle famiglie che da giorni attendono una soluzione istituzionale per lasciarsi alle spalle l’emergenza.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.