Stupro Primavalle (Quartaccio): le Luci sulla Città

Maggiore sicurezza e lotta al degrado sono due richieste urgenti che provengono da tutta la periferia romana ma nessun rimedio sarà valido se non si parte dalle persone, dai residenti

La vicenda della "donna stuprata a Primavalle (Quartaccio)" è l’emblema dei nostri tempi. Cerchiamo soluzioni semplici a problemi complessi, soluzioni che non servono alla vita quotidiana ma agli spot televisivi ed agli articoli sensazionalistici sui giornali. Scrivo queste righe prima delle sedute straordinarie dei Consigli Comunale e Municipale sulla Sicurezza, ignorando quali potrebbero essere le soluzioni che verranno proposte.

Esprimo la mia personale solidarietà alla donna violentata a via Andersen (non a Primavalle!!!) come a tutte le donne che subiscono violenze nel mondo, sia fisiche che morali e mi auguro che i responsabili vengano presi al più presto, sperando che non finiscano agli arresti domiciliari come lo stupratore di capodanno.

Questo episodio di cronaca nera ha scatenato i media su due argomenti assai cari al nostro Sindaco, Sicurezza e lotta al Degrado (oltre all’immigrazione che tengo volutamente fuori dal discorso). Mi permetto di offrire qualche spunto di riflessione affinché una situazione critica possa essere trasformata in una opportunità per migliorare le cose.

SICUREZZA

Se arrivassero le camionette dei militari ai capolinea sarebbe tanto di guadagnato anche se a mio modesto parere,al di la dei costi, basterebbe rafforzare le forze di pubblica sicurezza della zona per avere subito dei benefici senza scomodare i soldati; basti pensare che per un Municipio immenso come il nostro c’è solo una volante di agenti a disposizione senza considerare che il poliziotto di quartiere non si è mai visto. E’ da tempo che si chiede un presidio fisso di polizia o carabinieri nella zona Torresina-Quartaccio che dista dal commissariato più vicino (Primavalle) almeno tre chilometri e dalla caserma di Ottavia molti di più.

VIDEOSORVEGLIANZA

Sarebbe opportuno estendere la videosorveglianza a tutti i capolinea di periferia; questo non risolverà tutti i problemi ma rappresenterà una soluzione di deterrenza valida ed economica che potrebbe essere estesa anche ad altri luoghi del quartiere; a Torresina ad esempio hanno elaborato un progetto di tele-vigilanza ma poi hanno dovuto desistere a causa dei tanti paletti che ancora pongono le istituzioni (a cominciare dalla Prefettura) a questo tipo di soluzione. Si paventa lo spauracchio del Grande Fratello ignorando che, ad oggi, siamo già tutti schedatissimi se giriamo con un telefono cellulare.

ILLUMINAZIONE

Un altro fattore importante per la sicurezza è l’illuminazione. Nel caso in questione il capolinea è illuminato così come tutto il quartiere di Quartaccio almeno nella strada principale che è via Andersen. Se serve qualche luce in più (magari lampioni a led così moltiplichiamo le postazioni abbassando i costi della luce e la manutenzione) è nelle strade secondarie, così come servirebbe qualche lampione nelle vicine via Quartaccio (l’entrata dell’insediamento abusivo, non a caso buia), via del Monte della Capanna e via della Valle dei Fontanili come hanno richiesto tutti i comitati di zona dopo l’investimento ed uccisione di un anziano signore che attraversava la strada al buio per prendere un autobus dove non è mai salito.

Un altro luogo che sta diventando critico per illuminazione e sicurezza e piazza Gino Pallotta. La piazza ancora non c’è se non in parte, i fondi per realizzarla sono stati stanziati nel 2007 ma tutto tace e dei lampioni previsti non c’è neanche l’ombra; peccato che la piazza ospita un asilo e la mattina le mamme sono costrette a schivare profilattici e fazzoletti di carta per portare i propri figli al nido; senza considerare che l’oscurità della piazza impedisce all’Atac di far transitare l’autobus e questo crea disagio a chiunque volesse arrivare alla struttura senza prendere l’automobile.

LOTTA AL DEGRADO

I lampioni mancanti della piazza che non c’è, piazza Pallotta, ci danno modo di arrivare però al punto successivo; non è un caso che determinati atti di violenza si manifestino negli angoli bui della periferia: degrado chiama degrado. Così insegna la nota "Teorie delle finestre rotte". Si tratta di "una teoria epidemica della criminalità".

Afferma che la criminalità è un fenomeno contagioso, come è contagiosa una tendenza della moda, che può iniziare con una finestra rotta e diffondersi a un’intera comunità. L’impulso ad assumere un determinato comportamento non parte da un particolare tipo di persona, ma da una caratteristica dell’ambiente circostante.

Questo significa che se viene danneggiato un lampione e non lo riparo subito, ho buone probabilità che alla fine i lampioni da riparare aumenteranno a due o tre; un po’ come le scritte sui muri, le deiezioni canine ed i sacchetti di spazzatura ai lati dei cassonetti. Per combattere la violenza nella metropolitana di New York è stato sufficiente far pagare il biglietto a tutti i viaggiatori e rimuovere le scritte sui vagoni della metro appena venivano fatte. Ho buona ragione di credere che la lotta al degrado parta dalla lotta al decoro. E questa lotta migliori la percezione di sicurezza che hanno i cittadini.

Sarebbe bello poter verificare che per migliorare la qualità della vita nelle periferie, più che di cani poliziotto e manganelli siano sufficienti i libretti delle multe degli operatori ecologici e dei vigili urbani. Ma non solo…

LUOGHI DI AGGREGAZIONE.

In questi giorni una tv molto ignorante ed una stampa superficiale ha parlato dello "Stupro di Primavalle" ignorando il fatto che Quartaccio non è Primavalle ma è una realtà più vicina a Torrevecchia e Torresina. Mi ha fatto rabbia un video apparso su l’edizione romana di Repubblica.it dal titolo emblematico "Viaggio sul Bus della paura" dove una coraggiosissima giornalista prendeva il bus 916 dal capolinea di piazza Venezia a quello di via Andersen. Era sera, pioveva, e lei rimarcava il fatto che le strade erano deserte, abbandonate quasi ci fosse un coprifuoco; e con quale sollievo riprendeva l’autobus per tornarsene al centro di Roma… Che bel servizio, che spettacolo di razzismo nei confronti di un semplice quartiere dormitorio come lo sono tutti dalle nostre parti, come si trovano in tutte le periferie romane e non. Hanno dato un’ottima prova di giornalismo-spettacolo.

SOCIAL-SHOPPING A TORRESINA

Però una cosa va detta: da noi mancano luoghi di aggregazione sociale se si esclude il Centro Commerciale Torresina… Dalle nostre parti come credo un po’ ovunque nelle periferie, i residenti possono fare solo un’aggregazione da social-shopping. A Torresina aspettiamo un Parco Giochi (già finanziato all’inizio del 2007) che non è ancora pronto neanche su carta nonostante la partecipazione dei cittadini e del Comitato alla stesura del progetto; non esistono centri anziani, campetti parrocchiali ne panchine in un quartiere che è abitato ormai da sei anni! E questo non è degrado? Prima di tutto degrado morale e poi negazione al diritto di socializzare e senza socializzazione, senza luoghi di aggregazione ci sentiamo tutti più soli e indifesi, ci chiudiamo dentro casa ed abbiamo paura anche della nostra ombra.

IL COLLAUDO INFINITO DELL’ARCHEOPARCO

Per avere un parco i residenti di Nuovo Quartaccio aspettano da mesi un collaudo (si, mancano i soldi per un semplice collaudo del Parco, da quasi un anno) che gli permetterebbe di godere di una struttura bella e preziosa, un parco archeologico. Dietro al Casale Mordillo di via del Podere Fiume c’è un piccolo Parco Giochi per bambini nuovo di zecca ma abbandonato e incompleto e non se ne capisce il motivo.

IL CONTRATTO DI QUARTIERE "QUARTACCIO"

Non si hanno più notizie del Contratto di Quartiere "Quartaccio" che avrebbe dovuto riqualificare proprio il quartiere dove si è consumato lo stupro. E’ un Progetto di riqualificazione e connessione degli spazi aperti a Quartaccio che interessano e ampliano gli ambiti pedonali del quartiere, prevedendo un potenziamento dell’illuminazione esistente, la creazione di aree gioco per bimbi ed adolescenti, un’area cani ed un campetto polivalente oltre a sistemazioni vegetazionali. Sembrano cose ovvie, quasi banali ma non lo sono a Quartaccio come mancano a Torresina ed in tanti altri luoghi della nostra immensa periferia dove si fa presto a costruire nuovi insediamenti mentre i servizi e gli spazi di aggregazione possono anche non arrivare mai.

Caro Sindaco,
maggiore sicurezza e lotta al degrado sono due richieste urgenti che provengono da tutta la periferia romana ma nessun rimedio sarà valido se non si parte dalle persone, dai residenti;
A queste domande possono essere date risposte semplici ma di scarso valore nel tempo oppure complesse e destinate a trasformare in positivo il territorio. Mi auguro che nel Consiglio Comunale di giovedì non troverete solo soluzioni adatte per uno spot alla tv ma soprattutto ai residenti. Quartaccio è abitato da tante persone che si alzano tutti i giorni per andare a lavorare e tornano a casa la notte, magari con l’autobus.Tutta la zona Quartaccio-Torresina ha bisogno di luoghi d’incontro; maggiore sarà la possibilità di aggregazione e
maggiore sarà il collante sociale ed il senso di comunità che crea lo spirito civico.

E’ necessario rafforzare il ruolo di comitati di quartiere ed associazioni sul territorio, perché le luci sulla città, si potranno accendere solo scaldando i cuori dei tanti cittadini attivi che si dedicano a migliorare la qualità della vita nel luogo dove abitano in un quartiere qualsiasi della nostra amata capitale d’Italia.

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