Tagli sanità: a rischio il CTO Andrea Alesini

Previsti tagli per decine di posti letto, con chiusure di reparti interi. Catarci: Il Piano di rientro regionale ha inciso drasticamente sui servizi sanitari del municipio XI
di Mauro Carbonaro - 4 Dicembre 2008

Previsti tagli per decine di posti letto, con chiusure di reparti interi. Catarci: Il Piano di rientro regionale è già andato ad incidere drasticamente sull’offerta dei servizi sanitari del municipio XI. Attueremo qualsiasi iniziativa tesa a scongiurare una così drastica riduzione di reparti e posti letto al CTO.

La lunga ondata di tagli previsti nel piano di riassetto generale della sanità della Regione Lazio, vedrà protagonista in negativo, entro il termine del 2008, anche l’XI municipio. Secondo quanto disposto dal piano di rientro, a rischio chiusura c’è uno dei suoi maggiori centri ospedalieri pubblici, il CTO di via San Nemesio.

Nel giugno 2007 la Regione Lazio, nel rispetto degli impegni presi con il Governo riguardo il rientro del deficit laziale, ha disposto tagli su tutto il territorio per effetto dell’attuazione dei 27 atti commissariali ai quali il Presidente Marrazzo avrebbe dovuto dare esecuzione. Previsti 1593 tagli di posti letti, con 13 ospedali del Lazio destinati ad essere riconvertiti in presidi od a chiudere i battenti.

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Successivamente, con la Legge di Assestamento di Bilancio 2008 in merito al riassetto della rete ospedaliera attraverso forme di dismissione e riconversione di presidi, si andava a definire la chiusura di tre ospedali di Roma: il San Giacomo, il Nuovo Regina Margherita (riqualificato e riconvertito ad un’attività sanitaria sul territorio non specificatamente ospedaliera) e il Forlanini (che vedrà completato il suo trasferimento). Già riconvertiti o in fase di riconversione risultano invece alcune strutture come quelle di Palombara, Zagarolo, Valmontone, o il Regina Margherita a Roma.

Su questa linea sembra avviarsi anche l’ospedale CTO di via San Nemesio, uno dei punti di riferimento dell’XI Municipio, vista anche la presenza del pronto soccorso medico. Già dal giugno 2007 la Regione Lazio deliberò, con due provvedimenti di giunta, un sistema di budget per tutte le strutture pubbliche e private di servizi sanitari, le quali stabilivano per ognuna dei tetti di spesa autorizzati. Il CTO vedeva così ridotto il proprio budget annuale di spesa a circa 28 milioni di euro annui: nel piano di rientro previsto dalla Regione Lazio, a fronte di 328 posti letto (dati SIPLET) previsti nel 2006, l’ospedale sarebbe arrivato a perderne 88, scendendo così a 240 nell’anno 2007 (nell’intera regione, per quanto riguarda i posti letto per acuti, riabilitazione compresa, si passa dai 28.861 del 2005 ai 23.714 previsti per il 31 dicembre 2009). Alla luce della proposta di riassetto della rete ospedaliera formulata dall’Agenzia Sanità Pubblica Regione, il CTO vedrebbe così sconvolta la propria struttura:

Chiusura del pronto soccorso
Chiusura dei reparti di: chirurgia plastica, chirurgia oculare, chirurgia vascolare, neurochirurgia, urologia, ematologia/oncoematologia.
Reparto di cardiologia adibito solo per emergenze non avendo più a disposizione posti letto.
Riduzione dei posti letto per il reparto di chirurgia generale da 25 a 10
Riduzione dei posti letto per i reparti di ortopedia e traumatologia da 128 a 90
Riduzione dei posti letto per il reparto di terapia intensiva da 14 a 6.

Molte le perplessità al riguardo mostrate dal Consiglio Municipale. Già lo scorso anno un atto votato da maggioranza ed opposizione aveva evidenziato forti dubbi sul piano di riordino. Le motivazioni addotte riguardavano sia gli accessi giornalieri al Pronto Soccorso medico, per un 70% tramite cittadini privati, sia l’alta popolosità e dimensione del municipio, il quale porterebbe grossi disagi dal punto di vista di primo soccorso.

Mobilitazione che si è ripetuta lo scorso novembre, al concretizzarsi della proposta di modifica della struttura ospedaliera. Tutte le Organizzazioni Sindacali di categoria dell’ASL RMC, di Associazioni territoriali dei cittadini, di medici e paramedici hanno apertamente espresso il loro disaccordo per i tagli all’ospedale, la chiusura del pronto soccorso e di altri reparti utili alla popolazione. Lo scorso novembre, durante una concitata assemblea pubblica tenutasi presso l’Urban Center di via Odero, il presidente del municipio Catarci ha affermato come “un piano esasperato di rientro del debito può arrivare a produrre gravi danni alla tutela del benessere della popolazione del Municipio XI. La chiusura del pronto soccorso, la sospensione del reparto di breve osservazione, dopo i tagli di venti posti letto alla Clinica Annunziatela e in assenza di reparti di medicina generale, renderebbero eccessivamente precaria l’efficacia delle prestazioni da erogare ad una così vasta popolazione, ancora più vista l’alta percentuale di cittadini anziani”.

Di seguito all’assemblea, il 25 novembre, il consiglio municipale ha presentato così una proposta di mozione, in cui ribadiva, all’unanimità, l’impegno e lo sforzo del municipio unito contro il piano di riassetto previsto. Ad accompagnare la mozione anche un comunicato stampa, rilasciato il 28 novembre, che recitava testualmente: “Oggi il Consiglio del Municipio Roma XI ha approvato una mozione all’unanimità contro il drastico ridimensionamento del CTO – dichiarano il presidente, Andrea Catarci, Antonio Bertolini del Municipio XI – . Il Piano di rientro regionale è già andato ad incidere drasticamente sulla già esigua offerta di servizi sanitari territoriali ed ospedalieri della Azienda USL RMC, come se non bastasse la proposta di riassetto della rete ospedaliera formulata dall’ Agenzia Sanità Pubblica Regione Lazio per il 2009, va ulteriormente a tagliare posti letto e ridimensionare reparti al CTO, ben 128, non contemplando il Pronto Soccorso e numerosi reparti di strategica utilità per la popolazione anziana, come la Breve Osservazione e la Urologia. Per questo motivo il consiglio municipale, dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi e l’assemblea pubblica del 13 novembre., ha deciso di approvare una mozione – concludono Catarci e Bertolini – per porre in atto ogni iniziativa tesa a scongiurare una così drastica riduzione di reparti e posti letto al CTO.”

Si tratta quindi di atti importanti da parte della giunta municipale nel suo insieme, decisa più che mai a fronteggiare le disposizioni che la Regione Lazio dall’alto ha attuato per far fronte al debito della sanità. I prossimi mesi diranno quanto la mobilitazione della popolazione dell’XI municipio avrà influenzato su una decisione quanto mai sofferta.


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