Taxi in rivolta: “Oggi nun se lavora!”

Niente auto bianche a Fiumicino, disagi per i passeggeri

Continua la rivolta dei tassisti. Dopo i tafferugli di ieri martedì 17 Gennaio 2012 a palazzo Chigi, centinaia di autisti di auto bianche si riuniscono oggi in assemblea al Circo Massimo, arena cara alle loro proteste fin dal 2006, quando scesero in piazza, anche in quel caso, contro le liberalizzazioni.
Dicono che non saranno loro gli agnelli sacrificali e che, se necessario, bloccheranno Roma e l’Italia. Lanciano petardi e fumogeni. Sono i tassisti di tutta Italia convenuti in migliaia da ieri a Roma, soprattutto da Napoli, per l’incontro tra i sindacati e il governo.

Taxi praticamente inesistenti infatti questa mattina all’aeroporto di Fiumicino e disagi per decine di passeggeri che devono raggiungere la Capitale.
Nello scalo romano già dalle 7 gli stalli di prelevamento dei clienti, in particolare nei settori dei terminal 1 e 3 erano vuoti, mentre si formavano file consistenti di passeggeri, che hanno atteso anche un’ora, prima di riuscire a comprendere che le auto bianche non sarebbero mai arrivate.

«C’è un’assemblea dei tassisti anche oggi? – sospira un viaggiatore appena giunto con il volo Alitalia da Torino – non lo sapevo, pazienza, vorrà dire che ripiegherò sul treno». Tanti i passeggeri che, vista l’assenza di auto bianche, hanno deciso di raggiungere Roma servendosi dei bus del Cotral e del treno «Leonardo Express», che effettua il collegamento diretto tra lo scalo romano e la stazione Termini.

«Oggi nun se lavora», sembra essere questa la scelta dei tassisti romani per partecipare all’assemblea promossa dai sindacati in vista dell’incontro con il governo fissato nuovamente per oggi pomeriggio.
«Nessuno ci ha dato disposizioni – ha spiegato uno di loro – Siamo qui perchè ognuno di noi vuole farlo. Poi se un collega vuole lavorare è libero di farlo, ma penso che oggi la maggior parte sta qui con noi».
«È una giornata troppo importante, decisiva direi – ha aggiunto un altro tassista – e quindi non me la sento di essere in auto mentre amici e colleghi sono qui a protestare. Ecco il motivo per cui resterò qui oggi». Mentre per il Presidente di Unitaxi Loreno Bittarelli se il governo dovesse solamente ascoltare senza prendere posizioni sarebbe pronto alla guerra: «E se è stata solo un’audizione, allora faremo sentire le nostre ragioni. Se vogliono il braccio di ferro davvero succede l’inferno». Lo ha detto Bittarelli al programma di Rai 3 Agorà, secondo quanto si legge in una nota.
«Oggi pomeriggio – continua Bittarelli – ci incontreremo nuovamente con il Governo e formuleremo le nostre proposte e non è possibile che il Governo non ci ascolti. Ci sono delle liberalizzazioni che è giusto si facciano, per esempio, quelle sui servizi finanziari, sull’energia, sulle banche, che porterebbero davvero dei benefici ai cittadini, ma queste saranno fatte con il piumino. Fare di tutta un’erba un fascio è una cazzata».

Foto di Massimiliano Puglisi

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