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Terminato il restauro della Basilica Superiore di Assisi

Sistemati gli affreschi danneggiati dal terremoto del 1997

Il 5 aprile, durante l’VIII Settimana della Cultura, sono stati presentati al pubblico,  gli affreschi restaurati della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, danneggiati dal terremoto del 1997. Alla cerimonia è intervenuto il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione.

L’opera di restauro, svolta con la massima attenzione ed impegno, ha riportato le immagini alla loro bellezza iniziale, tanto che il visitatore che guarderà all’insù, non si accorgerà del restauro e le splendide volte gli sembreranno quelle originali e non danneggiate dal terremoto. Grazie a questo restauro è stata restituita alla storia una delle opere più importanti del Medioevo europeo, che pareva irrimediabilmente danneggiata.

Il terromoto fece crollare la vela con San Girolamo, nella prima campata, e due vele nella campata sopra l’altare maggiore (la vela di Cimabue e la vela stellata).
Il prato di fronte alla Basilica si ricoprì di montagne di detriti, composti da frammenti pittorici di Giotto e Cimabue, uniti a pezzi di mattone, calcinacci, pezzi di intonaco non dipinto.

Allora, in quella condizione di sfacelo, sembrava impossibile poter recuperare i due testi figurativi fondamentali della cultura artistica dell’Occidente Medievale ed invece oggi l’utopia è diventata realtà. E’ stato svolto un lavoro grandioso, anche con l’ausilio delle moderne tecnologie, che ha impegnato 60.000 restauratori e che ha assemblato insieme l’amore e le competenze di storici dell’arte, architetti, fisici, informatici, nazionali ed internazionali che hanno discusso, punto per punto, tutti i passaggi di un’impresa che si è subito rivelata unica. Le volte sono state ricostruite come erano, utilizzando mattoni costruiti appositamente, delle stesse dimensioni e composizione di quelli originali.

Il timpano è stato smontato e ricostruito usando, per le pietre mancanti, materiali della stessa natura e dimensione. Anche le murature sono state riparate seguendo, a seconda dei casi, la ricostruzione a cuci-scuci, od iniezioni di miscele appropriate, e le strutture sono state rinforzate con particolare riguardo agli effetti sismici.

Tra il 2001 e il 2002, gli elementi certi che avevano composto le originarie figure di Santi (San Francesco, Santa Chiara, Sant’Antonio e San Benedetto, San Rufino e San Vittorino, San Domenico e San Pietro) dipinte sull’arcone, in prossimità della controfacciata della Basilica e quelli appartenenti alla vela di San Girolamo, vennero ricollocati, trattando le vaste zone mancanti rimaste, con la tecnica dell’abbassamento ottico e con la tecnica del tratteggio.

Durante i lavori ogni scelta è stata sempre accompagnata da confronti e verifiche a livello internazionale, tra studiosi, tecnici e specialisti di vari settori.
Subito dopo è partito il lavoro relativo alla individuazione e alla scelta degli elementi appartenenti alla vela cimabuesca raffigurante San Matteo, alla decorazione del costolone e alla vicina vela stellata da ricollocare sulla struttura della volta già ripristinata.

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l’automazione (Issia) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari ha eseguito l’assemblaggio virtuale del famoso affresco grazie ad un sistema digitale di ricomposizione. Molto importanti sono stati anche i riassemblamenti dei frammenti, realizzati grazie alle gigantografie a grandezza reale, dove i frammenti venivano posti sopra a supporti mobili, mentre i vuoti tra di essi venivano riempiti con stucco.
La ricerca e la ricostruzione degli intonaci dipinti riguardanti le facce decorate del costolone è stata eseguita presso il Laboratorio di dipinti murali dell’Istituto centrale del Restauro. Come per le altre parti della vela ci si è avvalsi delle immagini fotografiche e dove esse non esistevano, sono state utilizzate delle basi grafiche suppletive.

Le superfici del costolone sono undici: la ripetizione dei motivi decorativi ha reso ancor più difficile la ricollocazione dei frammenti nella posizione originale, ma alla fine si sono raggiunti buoni risultati ricostruendo una buona parte di superficie pittorica.

Alcune parti degli affreschi delle vele della Basilica Superiore erano quasi irriconoscibili, con quel poco del manto pittorico che restava, ma alla fine su 180 mq di superficie danneggiata delle opere di Giotto e Cimabue, 100 mq sono stati ricomposti definitivamente.

Gli altri frammenti recuperati che non hanno trovato un’adatta sistemazione, sono stati conservati in una sorta di museo deposito, sperando che nei prossimi anni la ricerca tecnologica ed informatica, permettano di completare questa impresa del quartiere dell’utopia.

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