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Tor Marancia, ormai è certo: il parco si farà

Dopo anni di lotte e di incertezze il Comune acquisisce finalmente l’area

La tenuta di Tor Marancia, duecento ettari di elevato valore paesistico scampati all’edificazione dopo una battaglia decennale, diventa parco. Ma forse è necessario un passo indietro per ricostruire brevemente i passaggi di una vicenda, complessa e tortuosa, che ha coinvolto Regione, Campidoglio, imprenditori, associazioni ambientaliste e comitati di residenti.

In realtà le liste che hanno appoggiato la giunta Rutelli (ad eccezione della lista Pannella) sono state sempre favorevoli all’edificazione dell’area: duecento ettari che in base al vecchio piano regolatore dovevano essere  sommersi da circa due milioni di metri cubi di cemento per favorire l’insediamento di ventimila abitanti. L’operazione, va detto, avrebbe messo in moto investimenti per 300 milioni di euro tra opere pubbliche e private e dato lavoro a 30 mila addetti. Ciò non è bastato ad impedire la “rivolta” delle tante associazioni ambientaliste, con in testa Antonio Cederna, dei comitati locali, dello stesso Municipio XI. Le loro ragioni non erano solo di principio.  Il vizio di urbanizzare pezzo dopo pezzo a macchia d’olio, sostenevano, avrebbe portato presto alla saturazione dell’intero settore sud orientale di Roma, dove già erano stati costruiti quartieri congestionati e privi di qualità (Roma Settanta, Rinnovamento, Sogno) e dove stava prendendo corpo un altro consistente insediamento in via della Fotografia, tra l’Ardeatina e Grotta Perfetta.

Nel 2001, benché il sovrintendente La Regina esprimesse parere di inedificabilità per quel quadrante e bocciasse di fatto la lottizzazione, l’Amministrazione capitolina non aveva avuto ripensamenti. Almeno fino al febbraio 2002 (nuova giunta Veltroni) quando, in coerenza con il disegno dell’atteso nuovo piano regolatore, il Consiglio comunale approvava una mozione (31 sì e 16 no) con cui s’impegnava ad individuare aree alternative per i costruttori, forti dei diritti acquisiti.
A tale mozione, il 28 marzo 2003, seguiva la delibera consiliare che, da un lato, metteva al sicuro l’area facendo esultare ambientalisti e residenti e, dall’altra, faceva tirare un sospiro di sollievo alle imprese che, dirottate altrove, vedevano comunque rispettate le “cubature” già assegnate. Infatti, in forza della delibera approvata dalla maggioranza (tranne Rifondazione comunista uscita dall’aula), da Forza Italia e UDC (AN ha votato contro), attraverso il meccanismo della “compensazione”, ai costruttori veniva riconosciuta la possibilità di edificare in quindici ambiti periferici da riqualificare, dotandoli di infrastrutture e servizi che il vecchio piano regolatore non aveva definito. La prescrizione risultava chiara: a carico degli imprenditori tutti gli insediamenti con dieci centri polifunzionali per giovani e anziani e settanta scuole.
In tutto un milione e 200 mila metri cubi da dislocare a Magliana, Muratella, Massimina, Colle delle Gensole, Torrino sud, Aurelia, Prima Porta, Grotta Perfetta, Pontina-Colombo, Olgiata, Bufalotta, Divino Amore e Fontana Candida.

Ora, entrato in vigore il nuovo piano regolatore, al Comune non resta che perfezionare le procedure di acquisizione della tenuta, via via che i costruttori ottengono le concessioni a “compensazione” (già  risulta acquisita la proprietà di circa il 95% dell’area). La strada ormai è in discesa: tre anni ancora e il parco di Tor Marancia sarà realizzato compiutamente. Intanto l’assessore Morassut ci fa sapere di aver affidato al professor Dierna, preside della facoltà di architettura “L. Quaroni”, uno studio propedeutico al progetto che prevede la divisione del parco in tre zone: una di fruibilità per i cittadini, l’altra di tutela paesaggistica, la terza, ad est, da destinare a parco archeologico.
Il progetto vero e proprio, però, sarà messo a punto da Campidoglio, dalle associazioni ambientaliste, dall’Ente parco dell’Appia e dal Municipio XI con il contributo dei comitati locali. Uno dei più grandi parchi naturali di Roma si salderà così al contiguo parco regionale dell’Appia Antica.

Il sogno di Argan, quello della creazione di un unicum archeologico tra l’Appia Antica e il Campidoglio, col parco di Tor Marancia che si innesta nel parco dell’Appia, oggi diventa ancora più grande.

Intanto, in queste ultime ore sta montando la protesta di Italia Nostra e di altre associazioni ambientaliste sulla “compensazione”  di  Grotta Perfetta: undici palazzi di sette piani  alti ventisette metri da edificare proprio sul limite del parco. Sarà la Conferenza dei Servizi, convocata per il 19 dicembre, a designare il vincitore dell’ultimo braccio di ferro tra Amministrazione comunale e associazioni ambientaliste.

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