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Tor Tre Teste: 4 palazzine di 6 piani, una torre di 8 e un centro commerciale

Di fronte al Parco e all'Acquedotto, approvati, senza clamore, dal Campidoglio il 13 dicembre 2005

Senza clamore e all’insaputa dei cittadini di Tor Tre Teste, il Consiglio comunale ha approvato il 13 dicembre 2005 la delibera 318 per la compensazione edificatoria del comprensorio "Monti della Caccia" (Mezzocammino) attraverso la rilocalizzazione delle volumetrie nelle aree di "Tor Tre Teste". La delibera è passata con 17 voti favorevoli (la maggioranza di centro sinistra), l’astensione dei consiglieri Ghera, Malcotti e Marchi di An ed 1 contrario (di cui non si fa nome nel verbale della seduta).

Il 20 ottobre 2005 il Consiglio municipale del VII ha espresso parere favorevole (i 15 consiglieri della maggioranza di centro sinistra) e 6 contrari (l’opposizione di centro destra) sulla proposta di delibera comunale riguardante la compensazione, indicando alcune prescrizioni che però sono state accolte solo in minima parte dalla Giunta e dal Consiglio comunale.

Di che cosa si tratta? In parole povere, là dove oggi c’è un ammasso di sterpaglie con vista sul Parco Tor Tre Teste, di fronte all’acquedotto Alessandrino e al Laghetto e fino quasi a via di Tor Tre Teste, fra via delle Nespole e il Casale e la cabina dell’Acea sorgeranno: 4 palazzine disposte ad "L" di 6 piani più una torre di 8 piani e, come se non bastasse, pure un centro commerciale di 15.000 mq, grande una volta e mezzo l’Ipercoop Casilino.

Per accedere alle case e al centro commerciale sarà realizzata una strada (da via di Tor Tre Teste, con rotatoria in questa via, a via delle Nespole) sul retro delle case dell’insediamento di via Sanguinetti. Si valuta che in questo nuovo mega insediamento andranno ad abitare almeno 1.306 persone.

Nel provvedimento si enfatizza l’esistenza di un asilo nido di 40 posti e la realizzazione di un’area a verde pubblico, racchiusa però all’interno delle palazzine, e di una pista ciclabile.

A noi l’insieme di quanto previsto appare un’enormità; una bruttura; un ammasso di cemento che occulterà quasi del tutto e definitivamente la vista di quel paesaggio incomparabile sui Castelli romani che oggi costituisce uno dei veri pregi di quella zona di parco che giustamente viene apprezzata non solo dai cittadini dei quartieri Alessandrino e Tor Tre Teste, ma di tutti i cittadini che hanno imparato a frequentare e ad amare le bellezze del parco.

Le abitazioni e il commerciale previsti sono a pochi metri dal limite di vincolo dell’Acquedotto Alessandrino ed insistono su una zona nella quale (non sappiamo con quale tragitto preciso e a circa due metri di profondità) ci sono i resti di una strada romana di collegamento tra la Casilina e la Prenestina. Si spera che la Sovrintendenza svolga fino in fondo il suo compito.

Com’è stato possibile che tutto ciò sia avvenuto senza il coinvolgimento dei cittadini e senza che si sollevasse nessuna presa di posizione (sia di maggioranza che di opposizione) che potesse essere udita e raccolta dalla stampa locale e dai cittadini di Tor Tre Teste, è un mistero. Un mistero che i rappresentanti comunali e municipali del VII municipio dovranno disvelare ai loro elettori.

Noi ci auguriamo che i cittadini sappiano reagire e che i loro rappresentanti politici, comunali e municipali, si rendano conto dell’enormità della ferita mortale che ci si appresta ad infliggere al parco e sappiano porvi rimedio.

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