Categorie:
Municipi:

Torino è già impegnata nel dopo Olimpiade

Intervista all'assessore alla casa ed alle periferie Roberto Tricarico

Torino, 26 febbraio 2006. – Abbiamo incontrato l’assessore comunale di Torino Roberto Tricarico quando la città è in pieno fermento olimpico, con i riflettori del mondo intero puntati sulla capacità di accoglienza e ospitalità all’ombra della Mole e delle località interessate dalle gare.
L’avvenimento ha riversato in Piemonte ingenti investimenti di capitali pubblici e privati con lo scopo ultimo di creare scenari definitivi di riconversione industriale e di restyling strutturale della città, superando così l’etichetta di città industriale e puntando dritto su Cultura, Vivibilità ed Innovazione.
A questo proposito la “grande scommessa” consiste proprio nella fase post-Olimpiadi, quando gli amministratori pubblici si troveranno a dover concretizzare gli enormi investimenti mettendo a disposizione della città e dei cittadini le infrastrutture costruite per le Olimpiadi, ritrovando così una collocazione urbana fruibile dalla popolazione intera.
In tal senso l’esperienza (negativa, vedi stadio Delle Alpi) dei Mondiali di Calcio del 1990 è servita da lezione, quando nelle maggiori città italiane sono state lasciate autentiche cattedrali nel deserto diventate presto territorio di abbandono e speculazione.
La carica di Presidente della commissione emergenza abitativa e le competenza in materia di recupero urbano hanno consentito all’assessore Tricarico di lavorare in prima linea alla socializzazione delle infrastrutture olimpiche, garantendo all’emergenza abitativa un ruolo di priorità assoluta nel processo di riconversione delle stesse.

Assessore Tricarico, l’emergenza abitativa è un problema nazionale, che investe anche Torino…
Questa Giunta ha fatto dell’emergenza casa una seria politica abitativa da affrontare e programmare con diverse soluzioni: assegnando 2700 alloggi di edilizia popolare; istituendo un’Agenzia apposita (LOCARE, n.d.r.) che consente l’incontro tra la domanda e l’offerta di privati cittadini e garantendo agevolazioni economiche e fiscali per gli affittuari e per i proprietari. Il vero problema per le città medio grandi come Torino è che non hanno supporto da parte del Governo centrale, che continua a favorire le grandi metropoli con leggi ad hoc che creano nei fatti cittadini con le stesse emergenze ma con diritti differenti; in particolar modo mi riferisco alla condizione degli sfrattati: da noi le procedure di liberazione degli alloggi sono state eseguite, mentre Roma e Milano hanno usufruito della proroga…
Reclamiamo quindi una politica abitativa a livello nazionale, con le stesse regole valide per tutti, cittadini ed Amministrazioni, affinché uno sfrattato di Agrigento abbia gli stessi diritti doveri di uno sfrattato di Napoli e Torino.

Quali saranno le aree olimpiche che riconvertirete all’edilizia sociale?
Le faccio l’esempio degli ex mercati Generali, occupata ora dal villaggio Olimpico: ha subìto una profonda trasformazione che avrà esiti positivi di rivalutazione che riguarderanno l’intera area del Lingotto: lo spirito che ha animato il recupero di alcune aree non è stato solamente quello di riconversione industriale, con il rischio di creare aree irrimediabilmente distaccate dal tessuto urbano, ma quello di creare un continuum socio abitativo con l’intorno: entrando nel merito della domanda, gli edifici del villaggio Olimpico (zona Lingotto) saranno destinati in parte a terziario, in parte a commercio, artigianato e tempo libero, in parte a foresteria per le numerose manifestazioni internazionali che interesseranno la città nel medio e lungo periodo ed in parte ad edilizia sociale, con 207 alloggi di varia tipologia.
Ma le Olimpiadi sono state un’occasione di dismissione e riqualificazione anche in altre due aree, come l’ex area Vitali e l’ex area Michelin: formeranno il nuovo quartiere Spina 3, che è stata interessato da un investimento complessivo di 800 milioni di euro. E la creazione di Spina 3 sarà un modo non solo per creare nuovi alloggi “popolari” (344 in totale) ma anche per dismettere stabilimenti industriali che costituivano una barriera fisica tra il quartiere Madonna di Campagna e il centro della città.

Le Olimpiadi invernali sono state un ottimo banco di prova per testare la capacità di Torino in vista di altri imminenti appuntamenti internazionali…
La prova tanto difficile quanto entusiasmante dei giochi olimpici è stata superata: Torino è oggi una città in festa, accogliente e con la consapevolezza di saper allestire e gestire anche un evento di simili proporzioni. Ma non per questo le sfide di Torino finiscono con le Olimpiadi: fermo restando l’importanza delle Paralimpiadi che inizieranno il 10 marzo, dal 20 maggio al 4 giugno ospiteremo i campionati mondiali di scacchi che richiameranno nella nostra città migliaia di scacchisti, mentre per il 2007 ospiteremo un altro avvenimenti sportivo invernale: le Universiadi. E per tutti questi avvenimenti riutilizzeremo in parte le strutture delle Olimpiadi che garantiscono un’eccellente qualità di accoglienza e vivibilità.
Sia per gli atleti di oggi che per i residenti di domani.

Un’ultima domanda: quale sarà l’investimento innovativo su cui concentrare i prossimi piani di sviluppo di Torino?
L’investimento innovativo sarà concentrato nello spazio pubblico: la sua godibilità è l’unico vero indice di ricchezza di un’area e l’unica forma di reale restituzione ai cittadini della fiducia accordata. I parchi, le piazze, i giardini, le isole pedonali, le sponde dei fiumi, la collina, le piste ciclabili, i viali alberati, devono diventare parte integrante del nostro vivere quotidiano e luoghi in cui i cittadini possano riconoscersi.
Solo così le nostre città sapranno affrontare e vincere le grandi scommesse del futuro.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento