

Un palo nega il raddoppo alla Roma che, ora, viene superata in classifica dai cugini laziali
La Roma gioca una delle sue migliori partite degli ultimi tre mesi, ma trova un Torino che non si arrende mai e che, grazie anche ad un pò di fortuna, riesce a pareggiare e favorisce il sorpasso in classifica della Lazio. Con una Roma ritrovata ed una Lazio super però, la lotta per il secondo posto si profila più avvincente che mai.
I giallorossi partono meglio, sembrano più tonici e determinati degli avversari e con grande possesso palla e verticalizzazioni improvvise spaventano più volte la porta difesa da Padelli. Il Torino che difende molto basso e si affida davanti, quasi esclusivamente, agli spunti di Quagliarella, non riesce mai a pungere. Florenzi sulla destra ed Ibarbo sulla sinistra saltano sempre gli avversari diretti e creano spazi per gli inserimenti di Iturbe Ljajic e Nainggolan.
Dopo un buon primo tempo la Roma, nella ripresa, passa in vantaggio grazie ad un rigore di Moretti su De Rossi, che viene trasformato da Florenzi al 56′. Il Torino non demorde ed al 64′, dopo una caparbia azione sulla destra di Vives che crossa al centro il pallone dalla linea di fondo, Maxi Lopez non sbaglia e supera De Sanctis. La Roma subisce una scossa di adrenalina perchè si sente sfuggire di mano una vittoria meritata e si catapulta nella metà campo avversaria, ma nonostante i molteplici tentativi non riesce più a superare il portiere avversario.
All’84’ il solito Florenzi scarica un tiro in area, ma il palo alla destra del portiere gli nega il raddoppio. La gara termina in parità ed ironia della sorte nella miglior partita dei giallorossi in trasferta, la Roma trova solo un pareggio e viene scavalcata in classifica dagli odiati cugini.
TORINO : 30 Padelli; 19 Maksimovic, 25 Glik, 24 Moretti; 33 B. Peres (3 Molinaro dal 77′ s.t.), 20 Vives (8 Farnerud dall’83’ s.t.), 14 Gazzi, 7 El Kaddouri, 36 Darmian; 27 Quagliarella, 17 Martinez.A disp.: 13 Castellazzi, 1 Ichazo, 18 Jansson, 3 Molinaro, 5 Bovo, 8 Farnerud, 32 S. Masiello, 94 Benassi, 15 Gonzalez, 22 Amauri.All. Ventura.
ROMA (4-3-3): 26 De Sanctis, 24 Florenzi, 44 Manolas, 23 Astori, 25 Holebas, 15 Pjanic (48 Ucan dall’85’ s.t.), 16 De Rossi, 4 Nainggolan, 19 Ibarbo (2 Yanga-Mbiwa dall’80’ s.t.), 8 Ljajic (88 Doumbia, dal 75′ s.t.), 7 Iturbe.
A disp.: 28 Skorupski, 1 Lobont, 42 Balzaretti, 2 Yanga-Mbiwa, 33 Spolli, 3 Cole, 52 Pellegrini, 32 Paredes, 48 Ucan, 53 Verde, 10 Totti, 88 Doumbia.All. Garcia.
Arbitro: Irrati
Assistenti: Tonolini e De Pinto
Quarto Uomo: Vuoto
Add1: Mazzoleni
Add2: Baracani
Marcatori: Florenzi (56′), Maxi Lopez (64′).
Ammoniti: Vives (30′), Iturbe (37′), Maksimovic (47′), Moretti (56′), De Rossi (56′), El Kaddouri (72′), Gazzi (79′).
Le Pagelle:
De Sanctis 6: normale amministrazione, il Torino segna nell’unica occasione della partita.
Astori 6,5: annulla qualsiasi avversario gli si presenti a tiro, gara concreta e con pochi fronzoli, essenziale e pratico.
Holebas 5,5: meriterebbe ampiamente la sufficienza, ma l’azione del gol di Maxi Lopes è generata da una sua imperdonabile leggerezza.
Manolas 6,5: il vero leader della difesa romanista, annienta ogni velleità degli attaccanti avversari e prende un cartellino giallo che gli farà saltare la prossima partita.
Florenzi 7,5: assoluto dominatore della scena romanista, attacca e difende con grande intensità tutta la gara, realizza un rigore pesantissimo e per poco non realizza la doppietta che manterrebbe la sua squadra al secondo posto.
De Rossi 6: fa meglio delle ultime uscite soprattutto nella fase difensiva e si procura il rigore che porta la Roma in vantaggio.
Pjanic 6: il bosniaco non è continuo ma quando si accende la squadra gira al meglio, piedi raffinatissimi ma se avesse più grinta e determinazione sarebbe un vero e proprio fenomeno.
Nainggolan 6,5: dopo Florenzi è il migliore della Roma, grinta e polmoni d’acciaio, difende in ogni zona del campo e si propone sempre in avanti con inserimenti continui.
Ibarbo 6: voto di stima per l’impegno, ma è ancora lontano dal giocatore che ricordiamo nei momenti più esaltanti della sua avventura nel Cagliari.
Ljajic 6: dà sempre l’impressione di poter spaccare la partita in ogni momento ma non trova mai lo spazio per l’ultimo passaggio o la giocata vincente che pure è nelle sue corde, impreciso.
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