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Torna la “ruota” per gli orfanelli

Stefano, il primo bimbo trovato al Policlinico Casilino

“Predisporremo una ruota in tutti gli ospedali laziali dotati di reparti di maternità” garantisce l’assessore alla sanità Augusto Battaglia.
Al Policlinico Casilino la ruota è già stata inaugurata il 7 dicembre scorso: “l’idea ci venne un paio di anni fa – ricorda l’assessore comunale ai Servizi Sociali Raffaela Milano – quando i carabinieri portarono all’ospedale una bimba, Rachele, che era stata ritrovata in cattive condizioni sul pianale del camion”. “Speravamo non sarebbe mai servita, – prosegue Milano – ma siamo stati fortunati: Stefano sta bene”.
Chiamato come il medico di turno sabato sera attorno alle 21, il trovatello ha tre mesi e pesa 6,2 kg. I genitori naturali hanno due settimane di tempo per pensarci, prima che vengano avviate le pratiche di adozione.
”La mamma di Stefano non rischia alcuna denuncia – assicura Pier Michele Paolillo, primario di Neonatologia al Casilino, che assieme alla Milano e al direttore generale della Asl RmB Flori Degrassi, vollero la reintroduzione della ruota. 
L’idea originale fu di papa Innocenzo III, impressionato dai cadaverini che galleggiavano sul Tevere, ne istituì una al santo Spirito nell’anno 1200.
Oggi chi ha problemi durante la gravidanza può rivolgersi al call center comunale 060606 o, direttamente alla sala operativa sociale del Comune, al numero 800440022, sempre attivo.
Nel 2006 negli ospedali della capitale furono abbandonati 86 bambini, molti di più rispetto ai 53 del 2004 di cui 9 al Policlinico Casilino che tuttora detiene il record: 1804 nati del 2006, di cui il 37% sono figli di stranieri, molti rispetto a una media nazionale ferma al 19%.
Fortuna che di coppie pronte ad adottare i bambini abbandonati ne stanno tante, forse troppe: solo nel 2006, 1335 coppie laziali hanno fatto la domanda, circa 4000 sono in attesa. Ogni richiesta ha una durata di 3 anni e ha valore nazionale: prima arriva la dichiarazione di adottabilità, poi l’affidamento preadottivo, un anno in cui i servizi sociali verificano il buon esito dell’inserimento del piccolo, infine arriva la conferma da parte del tribunale dei minori.

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