Torre Gaia. Crescere con lo sport

Presentato al Centro Sportivo Hyperion il progetto per un forum sull’attività fisica in periferia
Camilla Dionisi - 30 Settembre 2020

“Lo sport ha in sé una straordinaria funzione sociale che può essere esercitata anche per prevenire la tossicodipendenza. Soprattutto nei nostri quartieri”. È quanto ha affermato Stefano Antonaci, Amministratore dell’Hyperion, il centro sportivo di Torre Gaia in via Gravina di Puglia 43, nel presentare l’idea di un forum sullo sport nella periferia romana.

Si tratta di una idea innovativa che si pone come obiettivo quello di mettere attorno ad un tavolo tutti gli operatori del settore che, pur avendo avuto le note difficoltà legate al Covid, non si sono arresi e continuano a credere, soprattutto in questa parte di Roma, che crescere con lo sport sia fondamentale. Soprattutto per le nuove generazioni.

“La pratica delle diverse discipline sportive può mettere in atto un importante processo di formazione complessiva, fisica, psichica e culturale che offre al ragazzo la possibilità di acquisire fiducia e sicurezza in sé stesso. E chi studia il fenomeno sa che molti adolescenti si avvicinano alla droga proprio per mancanza di certezze e di punti di riferimento. Un vero e proprio antidoto, dunque, l’attività sportiva capace non solo di allontanare i ragazzi dalle sostanze stupefacenti, ma anche di dar loro una sana formazione per la loro vita” ha spiegato Antonaci, aggiungendo che “lo Sport è uno strumento essenziale per la crescita psico-fisica dei ragazzi: permette di sviluppare le proprie potenzialità e di aprirsi; dà il senso della libertà e al tempo stesso il senso della disciplina. La condivisione di regole precise permette di ricostruire un progetto comune, favorisce l’autonomia e amplia il senso dell’autostima. Pensiamo ai nostri quartieri degradati: lo sport in questo ambito rappresenta un momento di socializzazione, di scambio, di comunicazione e di crescita”.

Solo a Torre Gaia, sono almeno settecento le persone che frequentano il centro. “Prima della pandemia erano oltre mille” riprende l’Amministratore di Hyperion, rilevando che “Senz’altro la pratica sportiva può divenire un valido strumento di prevenzione, quando non genera violenza e competizione accesa ed esasperata, perché lo sport è di per sé una scuola. È prima di tutto educazione del cuore e della mente, oltre che essere un’educazione del corpo. Il ragazzo impara a godere della vittoria e a sopportare la sconfitta, a confrontarsi con gli altri e a capire meglio i suoi limiti. Naturalmente un ruolo decisivo nel corso di questa esperienza formativa deve assumerlo la famiglia che rimane, in ogni caso, il primo punto di riferimento”.

Attività fisica volta a mantenere in efficienza il corpo, ma anche aggregazione, socializzazione, apprendimento di regole e valori, passione ed impegno, dedizione. Nella prospettiva della sua missione nel mondo dello sport gli operatori dovrebbero collocare al primo posto, secondo l’iniziativa lanciata da Hyperion, la finalità educativa. In un tempo di cambiamento vorticoso, dove vengono meno i riferimenti valoriali e le strutture culturali di supporto, lo sport può orientare le scelte di coscienza e di integrità della persona.

“Sarà anche compito delle istituzioni e di iniziative come queste” ha concluso Antonaci “far crescere una cultura sportiva in grado di sviluppare la ricchezza della propria fisicità, ma al tempo stesso la ricchezza della propria personalità. E questo è possibile solo partendo da un punto cardine: la salute”.

 

Camilla Dionisi


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