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Trasferimenti inadeguati della “finanziaria” per i Comuni

Si pensa ad una tassa di soggiorno da far pagare ai visitatori

Qualche piccolo “risarcimento” per gli enti locali, con la rivolta dei sindaci che monta e Chiamparino che minaccia di restituire le “chiavi” della città, il governo doveva pure inventarselo. Ma nemmeno la facoltà che l’esecutivo concederebbe ai comuni, quella di esigere una tassa dai turisti è servita finora a placare del tutto l’animosità dei primi cittadini. Eppure, una piccolo onere da far pagare ai visitatori dei comuni turistici o, meglio, delle città d’arte, camuffata da contributo di soggiorno, non è cosa nuova né scandalosa. Soprattutto se si pensa che nel passato a sperimentarla sono state città come Parigi o New York.


Del resto, tecnicamente, si tratterebbe di un contributo di scopo che, come spiega l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani),  “andrebbe a finanziare investimenti infrastrutturali del territorio sul quale viene prelevato”. Campidoglio, da parte sua,  sta attualmente valutando gli aspetti della norma inserita dal governo nella legge finanziaria per meglio individuare i capitoli nei quali (eventualmente) far confluire il gettito.


Ma con quali modalità avverrà il sistema impositivo? Semplice. I visitatori pagheranno un euro al giorno per ogni “stella” assegnata dall’Ente per il turismo all’albergo prescelto per il soggiorno. Da un  minimo di euro, quindi, ad un massimo di cinque , non escluse le pensioni, i bad e breakfast, gli agriturismo, ecc. I conti sono fatti. Una città come Roma, con un potenziale annuo di diciotto milioni di turisti, potrebbe contare su un gettito di 50 milioni di euro. Non è certo la panacea per il bilancio della capitale, ma neanche un semplice palliativo.


E’ chiaro comunque che se la tassa si configura quale contributo o risarcimento dei diritti offerti ai visitatori, tale iniziativa dovrà impegnare ancora di più l’Amministrazione capitolina sul piano della sicurezza individuale del turista, del decoro cittadino, della pulizia del città, della facilità di movimento, della manutenzione dei beni culturali e del litorale con le sue delle coste. Ciò presuppone tutto un lavoro di concertazione che si svolgerà sia con la filiera produttiva legata al turismo, sia con tutta l’Amministrazione.  “Su quel tributo – ha  detto Causi – deve esserci la massima trasparenza nelle modalità di riscossione e di accertamento, utilizzando le nuove tecnologie. Gli operatori alberghieri – ha continuato l’assessore –  riceveranno anche un contributo per le spese necessarie.


Una domanda: saremo in grado di gestire un sistema impositivo che, .benché modesto, che si presenta di non facile applicazione? 

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