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Tre campus universitari con fondi Inail, forse

I poli sorgeranno a Pietralata, Tor Vergata e Acilia, costo 500 milioni

A partire da febbraio 2006 l’Inail potrebbe mettere a disposizione i fondi necessari per costruire tre nuovi campus universitari, uno per ogni ateneo pubblico: “La Sapienza” a Pietralata, “Tor Vergata” alla Romanina e “Roma Tre” ad Acilia. Questo è quanto emerso dalla riunione del Cda dell’Inail di settembre. In tutto verranno creati 6000 posti letto per gli studenti, impianti sportivi, biblioteche, laboratori di ricerca e servizi locali come negozi e utilità pubbliche. Un passo importante per una città che è sempre più meta di riferimento per gli studi accademici, flusso che tuttavia non riesce ad assorbire in modo adeguato. Corollario drammatico di ciò è l’altissimo livello raggiunto dai prezzi degli affitti. Per ovviare a questa piaga nel progetto è previsto un prezzo standard per le camere: 350 euro, comprendente l’alloggio e tutti gli altri servizi.

Nel dettaglio: il campus di Pietralata (60.000mq e 200 milioni di euro di spesa) potrà ospitare 2400 studenti, quello di Tor Vergata (60.000 mq e 170 milioni di euro) 2330 studenti e infine quello di Acilia (40.000 mq e 114 milioni di euro) ne ospiterà 1200. "Il progetto si svilupperà in due fasi – ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici D’Alessandro – : la prima prevede a Pietralata la realizzazione di 1.200 posti, 830 a Tor Vergata e 800 ad Acilia; successivamente altri 1.200 a Pietralata, 1.500 a Tor Vergata e 400 ad Acilia".

Il campus sicuramente più importante sarà quello di Pietralata. Esso verrà realizzato nell’area del futuro Sdo, accanto ai ministeri o al loro posto (la vicenda è ancora poco chiara). Contribuirà quindi in ogni caso a dare attuazione al PRG e a realizzare quel decentramento dell’ateneo che era stato previsto nel “documento programmatorio per la realizzazione degli Atenei federati” approvato nel 2002-2003 da “La Sapienza” e dal Comune di Roma.

Il progetto è articolato in due fasi. La prima fase consiste nella realizzazione di quattro nuclei per 1.200 posti letto, strettamente collegati alle strutture universitarie e di un quinto nucleo che prevede attività commerciali e di servizio. La seconda fase inizierà invece con la costruzione di un secondo complesso, per altri 1.200 posti, 700 metri a nord del primo, inserito stavolta nel tessuto residenziale. Complessivamente saranno anche realizzati impianti sportivi quali piscine, campi da basket, tennis, volley, calcio e rugby per 30 milioni di euro. Il tutto circondato dal nascituro Parco Urbano dei Monti di Pietralata, a due passi dall’Ospedale “Sandro Pertini” e dalla fermata della metropolitana B Quintiliani.

Arriviamo ai commenti. Il Sindaco Veltroni ha commentato con soddisfazione la decisione dell’Inail di erogare i fondi: ’’Si tratta – ha sostenuto – di una delle scelte più importanti per il futuro di Roma, per la ulteriore qualificazione e valorizzazione della rete universitaria della capitale e, quindi, per la stessa competitività internazionale del sistema Italia’’.

Ma tutti questi soldi dove li ha presi l’Inail? L’attivo dell’Istituto riguardo agli investimenti immobiliari dell’Ente da cinque anni non era stato investito, dopo il commissariamento del 2002. In più annualmente l’Inail deve destinare il 25% dei propri avanzi di amministrazione ad investimenti nel settore dell’edilizia universitaria: ne è risultato un bottino da investire, disponibile da Febbraio 2006. C’è un particolare però che è passato inosservato, omesso da dichiarazioni pubbliche e giornali. Sul sito dell’Inail (www.inail.it), all’interno della rassegna stampa delle riunioni dell’ente, è riportato l’intervento del Presidente del Consiglio di Indirizzo e di Vigilanza, Guerisoli, in riferimento alla seduta del 31 agosto con la quale si è deciso il finanziamento dei campus.
“L’impegno ad inserire nel prossimo aggiornamento del piano di investimenti il finanziamento dei campus universitari di Roma […] utilizzato per ottenere l’unanime consenso del CdA sul piano, è tuttavia subordinato alle previsioni della Finanziaria 2006 che dovrebbe a tal fine eliminare il tetto agli investimenti dell’Istituto che ad oggi è fermo a 140 mln di €. Dovranno essere altresì rispettati i contenuti previsti dal Dpef, recentemente approvato dal Parlamento, che condiziona il superamento dei tetti di spesa solo in presenza di investimenti nei settori altamente innovativi.”

E di questi tempi non è all’ordine del giorno eliminare i tetti agli investimenti, anzi è abbastanza improbabile.

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