

Dopo sei anni ci si dimena sempre tra traffico, smog e marciapiedi occupati dalle bancarelle
1- Una foto di archivio di Abitarearoma del marzo 2004
Qualche intervento è stato fatto: la riqualificazione dell’arredo urbano con il marciapiede disegnato a pellicola cinematografica e i poster, alcuni già imbrattati dai soliti writers, dei più celebri film, intervallato da eleganti sedute, sul lato destro della strada, da piazza Cinecittà a Giulio Agricola. Ridotti gli incroci per gli attraversamenti automobilistici. Qualche fioriera. Si sta riqualificando largo Appio Claudio, liberato ormai da anni dal vecchio mercato per farlo diventare una piazza pedonalizzata. Ma l’impressione è che siamo ben lontani da quello che 6 anni fa il Sindaco Veltroni promise: fare di via Tuscolana la ‘’Via del Cinema’’. Una vetrina per il X municipio e per Roma. Insomma l’ennesima classica montagna (promessa) che partorisce il solito topolino.
La delusione ormai ha preso il posto della speranza e dell’attesa. L’aspetto e la vivibilità della strada, complessivamente, sono peggiorati. Il traffico è aumentato. Le soste in doppia e tripla fila sono la norma in una strada che dovrebbe essere a scorrimento rapido. I marciapiedi sono sempre ingombri di bancarelle autorizzate e di extracomunitari con le loro lenzuolate di mercanzia taroccata. Le persone, soprattutto in alcuni tratti, sono costrette a passare rasenti i muri dei palazzi e a pigiarsi, tra spinte e controspinte, come sulla metropolitana nell’ora di punta. Per gli anziani il passeggio e il passaggio sono diventati proibitivi. Smog e inquinamento hanno sostituito l’aria normale. E poi le scritte dei writers che imbrattano ogni spicchio di muro fra un negozio e l’altro.
Intendiamoci, via Tuscolana è sempre una strada commercialmente vivace, piena di vita ad ogni ora del giorno. I suoi negozi sono ormai al top dello shopping romano. Ma certo non è via Veneto. La sua vivacità, il suo affollamento commerciale assomigliano più al suk mediorientale che al boulevard parigino o all’avenue newyorkese. Eppure questa strada, strettamente connessa alla storia del cinema italiano, meriterebbe un destino diverso e migliore.
E invece gli amministratori comunali e municipali sembrano incapaci di approntare un serio piano di riqualificazione. La gente si chiede perché non si liberano i marciapiedi dal commercio ambulante legale e illegale, trasferendolo altrove. Perché non si impedisce la sosta in doppia e tripla fila. Perché non si mette in campo un’azione contro l’imbrattamento sistematico dei muri, perché di imbrattamento si tratta e non di arte popolare checché ne dica qualcuno. Perché, infine, non si regola lo scarico e il carico delle merci.
In questa situazione levantina ha sollevato qualche ironia la dislocazione di alcune fioriere nel tratto di marciapiede più affollato di bancarelle, tra Giulio Agricola e via Statilio Tauro. Non hanno abbellito né diminuito il numero di rivendite abusive, ma in compenso sono diventate subito delle pattumiere per cartacce e cicche di sigaretta, malgrado i malinconici e inascoltati avvertimenti a non usarle in quel senso che campeggiano su ognuna di esse.
La gente ha creduto alle promesse e sono anni che aspetta pazientemente interventi incisivi che non assomiglino ai soliti pannicelli caldi e di facciata. E ora cominciano a chiedere conto al Sindaco e agli amministratori degli impegni tanto solennemente assunti non qualche mese fa, ma anni fa.
I romani quando vogliono esprimere il senso di caotico disordine di qualche situazione dicono: ‘’è un cinematografo’’. Ecco, via Tuscolana non è diventata la ‘’Via del Cinema’’ perché continua ad essere, appunto, un ‘’cinematografo’’.
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