

Dal 15 al 20 novembre al Rialto Sant’Ambrogio con più di cento artisti di 20 compagnie
Dal 15 al 20 novembre) diciannove compagnie teatrali romane, testimoni della ricchezza della scena underground capitolina, ed una compagnia ospite da Milano, si alterneranno in uno dei luoghi più rappresentativi del fermento culturale della Capitale: il Rialto Sant’Ambrogio.
Sei giorni di spettacoli con più di cento artisti coinvolti in 21 rappresentazioni che spazieranno dalla “ricerca” più radicale alla drammaturgia contemporanea, dal teatro civile al terzo teatro, dal reading al teatro danza.
Gli spettacoli inizieranno a partire dalle ore 20.15 (la domenica dalle ore 17.00), ingresso 8 euro
“amnesiA vivacE + Semi Volanti + Ct Gramigna + LABit + OlivieriRavelli_Teatro + Residui Teatro + Beatrice Mancini + Ygramul LeMilleMolte + Mirko Feliziani + Vittorio Continelli + Teatro Ateo + Index Muta Imago + Nudo & Crudo Teatro + Kataklisma Teatro + Musica e Teatro a Sud di Roma con Stradevarie + Simone Franco + Teatro Forsennato + Rafaele Morellato Lampis + La Fiera + Malebolge” si alterneranno sul palco secondo il seguente programma:
Martedì 15 novembre:
20.15 Reading: Giulio Marzaioli
20.45 LABit in: La guerra spiegata ai poveri
22.15 Index Muta Imago in: Organodramma
23.00 Compagnia Malebolge in: Cattivi maestri
Mercoledi 16 novembre:
20.15 Reading: Graziano Graziani e Edoardo Montanari
20.45 Residui Teatro in: Después de Dios
22.30 Mirko Feliziani in: Pia opera
23.30 Teatro Forsennato in: Sisifo è in pausa caffé
Giovedi 17 novembre:
20.15 Reading: Valerio Cruciani
20.45 Kataklisma Teatro in: Reperto #01
22.00 Rafaele Morellato Lampis in: Satirica
22.45 Vittorio Continelli in: Edipo in faida. Tragedia
Venerdi 18 novembre:
20.15 Reading: Costantino Belmonte
20.45 Semi Volanti in: Bon bon Chagall
22.00 Amnesia Vivace in: Gli uccisori del chiaro di luna
22.45 CT Gramigna in: Sfuggono parole ai sogni di Vincent 1°/4
Sabato 19 novembre:
20.15 Reading: Claudio Morici
20.45 La Fiera in: 2 (Due)
22.00 Musica e teatro a sud di Roma in: Racconti ed altre canzoni
22.30 Nudo&Crudo Teatro in: Stillicidio
Domenica 20 novembre:
17.00 Simone Franco in: Il mulino degli sconcerti
18.30 OlivieriRavelli_Teatro in: Zio Vanja unplugged
20.30 Ygramul LeMilleMolte in: Favol-EZI
21.30 Beatrice Mancini in: Quello che resta
22.15 Teatro Ateo in: Macchinateassassina stAzione seconda
23.00 Amnesia Vivace in: Dux in scatola
Come accade in tutte le grandi metropoli occidentali, anche Roma presenta una feconda vitalità artistica “sotterranea”, esterna ai circuiti ufficiali e riconosciuti: questo “humus underground” è linfa indispensabile per l’esistenza di una comunità civile, e soprattutto per la diffusione nelle giovani generazioni di un concetto di “civiltà” che veicoli l’idea di ricerca, di esplorazione, di dinamismo sociale, di curiosità multietnica e multiculturale.
Nel caso dei fenomeni musicali, anche per ovvie logiche di mercato, è costantemente presente l’occhio vigile e mecenate di media e di istituzioni pubbliche e private.
Ben diverso è il caso del teatro, dove emerge solo la “punta dell’iceberg” lasciando nell’oblio e nella dimenticanza il grosso del movimento.
Si pensi, ad esempio, alla situazione romana, dove a fronte dell’esistenza di almeno 70 spazi che riescono a presentare una più o meno regolare programmazione stagionale (per un totale plausibile di 800 diverse produzioni teatrali annue a Roma), solo una parte irrisoria riceve la giusta attenzione da parte delle istituzioni, da parte degli “addetti ai lavori” (critici, giornalisti, impresari, direttori artistici), da parte del pubblico.
Scartiamo la “testa” e la “coda” del fenomeno: mettiamo da parte i grandi nomi e tralasciamo l’ampio universo dell’amatorialità. Rimane un’area fatta di professionismo a metà, di autoproduzioni coraggiose che sondano l’area della “ricerca”, della nuova drammaturgia, del teatro civile e che, proprio per la bassa spendibilità delle loro scelte artistiche, vivono ai margini di una comunità – quella artistica – dove il poter essere conosciuti, valutati, criticati, è tutto. Da tale stato dei fatti emerge il progetto Ubu Settete.
Ubu Settete è un circuito teatrale informale fondato da alcuni collettivi teatrali romani (OlivieriRavelli_Teatro, Amnesia Vivace, Circo Bordeaux, LABit); circuito fatto di relazioni e reciproche collaborazioni che da qualche anno si propone di portare alla luce e valorizzare quel teatro romano nascosto che meriterebbe ben altra attenzione.
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