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Un Centro Anziani di tipo diverso nel cuore del Pigneto

E’ in via Isidoro di Carace la "Casa delle culture e delle Generazioni", un punto di riferimento culturale e ricreativo per tutto il territorio

Dal 31 maggio è operativo il sesto Centro Sociale Anziani del VI municipio. E’ in via Isidoro di Carace, in un edificio di nuovissima e avveniristica costruzione: un’architettura post-moderna in cui le linee curve, ma anche l’alluminio e il vetro, creano un improvviso stato di “spaesamento” nel cuore di un quartiere, il Pigneto, caratterizzato da forme e proporzioni che, a loro modo, rimandano alla tradizione classica e neo-classica.

Si tratta di due grandi sale poli-funzionali situate al piano terreno e al primo piano, ampiamente dotate di servizi, situate in un contesto di pregevole urbanistica e di decorosa edilizia anni Trenta, che affacciano su una piazzetta (alla confluenza di via Isidoro di Carace con via del Pigneto) che, tra non molto, dovrebbe venire intitolata a Pier Paolo Pasolini. La costruzione, realizzata nell’ambito di Piano di riqualificazione del Pigneto ex articolo 2 Legge 179/92, fu iniziata nel 2006 e portata a termine in tempi sorprendentemente rapidi. Il Municipio VI, dopo aver più volte sollecitato il Campidoglio a concludere la presa in carico dell’immobile, ha deciso di affidarne la gestione, provvisoriamente, ad un Comitato Promotore che, tra gli altri compiti, dovrà organizzare le elezioni che si svolgeranno il prossimo ottobre e, nel frattempo, di raccogliere le iscrizioni e di programmare alcune elementari attività.

Attualmente, ci dicono i signori del Comitato, gli iscritti al Centro hanno superato il numero di 500. Nessuno, vedendolo dall’esterno, potrebbe supporre che una costruzione così moderna possa fungere da sede di un Centro Anziani; e, in effetti (così almeno sostengono i suoi promotori e animatori) questo nuovo Centro aspira a diventare “qualcosa di diverso” rispetto ai tradizionali luoghi di ritrovo e di socializzazione degli anziani (ormai la componente più numerosa e determinante – anche a livello elettorale – del nostro territorio). “Siamo convinti – così ci spiega il prof. Francesco Sirleto, coordinatore del Comitato promotore del Centro – che gli anziani siano, a tutt’oggi e per il futuro, la principale risorsa della nostra società.

La loro esperienza, il patrimonio di conoscenze e di abilità acquisito in anni e anni di duro tirocinio umano e professionale, non possono essere sminuiti né cancellati attraverso la riduzione dei loro possessori in “riserve” o ghetti nei quali consentire loro di ammazzare il tempo attraverso il gioco delle carte e delle bocce e, una volta la settimana, il ballo liscio e per gruppi”. Ma allora, se non avete intenzione di ricreare il ghetto, cosa proponete?

“Abbiamo denominato questo Centro Casa delle culture e delle generazioni – ci risponde Sirleto – ciò significa che i nostri soci dovranno interagire con il territorio circostante”. In che modo? “Ad esempio mettendo a disposizione i locali del Centro – temporaneamente e mediante un’apposita Convenzione – per le attività delle Associazioni, delle scuole, dei gruppi spontanei e informali, purché questi soggetti abbiano qualcosa di utile e di qualità da proporre nell’ambito della cultura, delle arti, dello spettacolo, della conoscenza, della memoria storica, della formazione”.

Ma quest’apertura al territorio non potrebbe confliggere con abitudini ormai consolidate di auto-isolamento da parte degli anziani stessi? “E’ vero, ma è anche vero che queste abitudini sono state acquisite, o per meglio dire, imposte da una concezione, diffusa ma sbagliata, secondo la quale una persona, arrivata alle soglie della pensione, ha diritto solo a divertirsi e basta. Non è così! Oggi, grazie alla medicina e all’incremento della cultura e delle informazioni, le persone dai sessant’anni in su sono ancora in grado di poter far qualcosa anche per gli altri, vogliono riprendere un processo di formazione che, molto spesso, è stato traumaticamente interrotto in età giovanile, al fine di mettere a disposizione della collettività competenze ed esperienze”. Quali sono le attività che, nel prossimo futuro, intendete realizzare?

“Innanzitutto viaggi d’istruzione nelle città d’arte italiane, a partire dalle più vicine; in secondo luogo musica e spettacoli: concerti non solo di musica leggera, ma anche classica, sfruttando la struttura della sala posta al primo piano, attualmente non utilizzata; in terzo luogo attività didattiche e conoscitive: corsi di tutti i tipi, conferenze, dibattiti, readings di poesie, mostre fotografiche, pittoriche, plastiche”. Ciò significherà entrare in collaborazione con soggetti diversi? “Sicuramente; siamo disponibili ad avere rapporti, sulla base di proposte intelligenti, con tutti: scuole, associazioni, organismi vari, singoli “cani sciolti”, purché legati a questo territorio”. Ma non c’è il pericolo che, così facendo, vengano trascurate proprio quelle attività semplici che sono tipiche dei nostri Centri Anziani?

“Se intende il gioco delle carte, o degli scacchi, o il ballo settimanale, non c’è pericolo: i locali sono talmente ampi e il tempo a disposizione anche abbastanza ampio, che non esiste questo pericolo. Il centro di via Isidoro di Carace programmerà attività che mettano d’accordo tutti i palati, da quelli semplici a quelli più raffinati”. Allora, vi aspettiamo alla verifica per il prossimo autunno e, nel frattempo, un meritato e opportuno “in bocca al lupo”.

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Un commento su “Un Centro Anziani di tipo diverso nel cuore del Pigneto”

  1. Finalmente un posto dove gli anziani non sono considerati un gruppo emarginato che non ha nessun rapporto con il resto della societa’. Sono andata in uno di questi centri e sono scappata , provocando un senso di offesa da parte delle persone che stavano li’.
    Ho pensato “mi sento piu’ sola in un posto simile che a casa mia da sola”.
    Penso che ci andrò.

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