Categorie: Sociale e Handicap
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Un Icam nel Parco di Aguzzano

Caradonna: "A breve protocollo d'Intesa per realizzare un istituto di custodia attenuata per madri detenute"

Si è svolto il 30 settembre mattina, al Parco di Aguzzano l’incontro tra la consigliera del Pdl della Regione Lazio, già capo Dipartimento per le Pari Opportunità Isabella Rauti (moglie del Sindaco Alemanno), l’assessore alla Sicurezza e agli Enti Locali della Regione Lazio Giuseppe Cangemi, il direttore del X Dipartimento del Comune di Roma Tommaso Profeta e il presidente del V municipio Ivano Caradonna per creare a Roma un “Istituto di Custodia Attenuata per Madri detenute.
In una nota della Presidenza del V Municipio si legge: “Un incontro molto importante per il presidente Caradonna, che in questi anni ha già lavorato, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il Dap, il Comune di Roma e il Garante dei detenuti del Lazio per realizzare un Icam anche a Roma. Già da tempo Caradonna avrebbe individuato e segnalato la struttura all’interno del parco di Aguzzano nel V municipio, come sede idonea ad ospitare l’istituto in questione”.
“Oggi ho potuto constatare una forte convergenza tra gli intervenuti per continuare in questa direzione – prosegue Caradonna nella nota – A breve verrà siglato un protocollo d’intesa tra le parti per realizzare questo progetto, così importante per la tutela dell’infanzia, in un momento in cui è evidente lo stato di sovraffollamento nelle carceri e l’alto numero di madri detenute negli istituti penitenziari italiani. Con l’Icam, i bambini da zero a tre anni, potranno finalmente avere una vita migliore e stare con le loro mamme in una casa famiglia”.
Chiariamo ai lettori che ICAM è l’acronimo di Istituto di custodia attenuata per madri. Si tratta di struttura alternativa al carcere che permette alla madri detenute di stare con i loro bambini in strutture, come avviene già a Milano, diverse da istituti penitenziari. Convinzione di Isabella Rauti: è che "I bambini in carcere non hanno alcuna colpa ed il loro rapporto stretto con la madre subisce un violento strappo al compimento del terzo anno di età poiché i bimbi vengono portati via dal carcere e affidati o a un parente o ai servizi sociali".
Per le mamme in carcere dunque il consigliere Rauti ha espresso la volontà di creare strutture nelle quali poter tenere i bambini insieme alle madri ma non in carcere bensì in una sorta di casa famiglia con delle regole precise, dove le madri vivono recluse e i bambini hanno una vita per quanto possibile normale, fruendo tra l’altro dei servizi del territorio circostante, parco giochi e asili nido, poiché possono uscire accompagnati dai volontari. E dove il personale penitenziario presente non indossa la divisa.

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