

Nuovi progetti interculturali arricchiranno i programmi scolastici di alcuni istituti romani
A poca distanza dalla chiusura della scuola islamica di Milano che ha suscitato scalpore tra le comunità musulmane residenti nel Paese, prendono il via alcuni interessanti progetti culturali presso istituti della capitale desiderosi di promuovere un’effettiva integrazione tra le comunità straniere ed i cittadini romani.
Partecipi di questa nuova politica interculturale sono soprattutto le scuole presenti nel VI e VII municipio, i distretti urbani che possiedono la più alta densità di stranieri oltre che una notevole presenza della componente musulmana. L’inevitabile fenomeno del melting pot, ovvero il crogiolo etnico, razziale, culturale e religioso a cui l’Italia come tanti altri paesi europei sembra essere destinata, entra così a pieno regime nell’istruzione scolastica impartita presso diversi istituti, tra i quali citiamo la scuola media Pisacane e la San Benedetto. Da qualche anno infatti in entrambi gli istituti si è dato avvio ad una politica di collaborazione religioso-culturale con la grande Moschea dei Parioli, luogo di culto musulmano esclusivo nella capitale. Come ci racconta il corpo decente della San Benedetto, la scuola ha più volte accolto nelle sue classi esponenti religiosi provenienti dalla Moschea romana con lo scopo di facilitare ai propri studenti l’apprendimento dei precetti linguistici e culturali dell’islam, senza devianze o falsi pregiudizi. In tal modo gli istituti scolastici si fanno garanti della diffusione del messaggio positivo contenuto nella cultura musulmana, troppo spesso camuffato sotto le falsi vesti del terrorismo dei kamikaze e di Bin Laden. E soprattutto si da così la possibilità ai cittadini di religione islamica, sempre più numerosi nella nostra città, di essere accettati nella loro integrità morale e di vedere accettati i loro figli, sempre più frequentemente compagni dei nostri. Un’integrazione che vede nell’intermediazione scolastica una “scorciatoia” efficace consentendo all’islam di uscire dalle scuole coraniche e dalla moschea, luoghi ermetici in cui difficilmente un cristiano si identifica. Partecipare alla cena del Ramadam mangiando dolci classici arabi come hanno fatto gli studenti delle classi della san Benedetto, è forse un passo in avanti assai più concreto di quello che da anni i potenti del mondo perseguono dopo l’11 settembre.
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