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Un protocollo d’intesa per l’aumento delle imprese “rosa” a Roma

Con la firma del 9 ottobre il Comune punta decisamente sulle pari opportunità

Premesso che già nell’anno passato la capitale aveva registrato una cospicua crescita dell’imprenditoria femminile rispetto alle altre provincie italiane, la data del  9 ottobre 2006  rischia di divenire storica.  Infatti, il protocollo d’intesa firmato lunedì dal sindaco Veltroni e  dal presidente degli industriali romani Luigi Abete, sancisce finalmente un principio importante in fatto di pari opportunità.


Il Walter Veltroni, dopo aver ricordato “il grande sforzo che l’Amministrazione capitolina sta facendo per fare di Roma la città del sapere e dell’innovazione”, ha riassunto i punti nodali dell’intesa. Che sono i seguenti.


Un corso di formazione sulle nuove tecnologie destinato esclusivamente alle donne, la sperimentazione di nuove modalità nella “gestione del tempo” per verificare la conciliabilità tra ruolo professionale e ruolo sociale della donna, una borsa di studio dedicata alla memoria di Raffaella Alibrandi, straordinaria  “paladina” delle pari opportunità femminili.


L’intesa prevede la promozione di due corsi di formazione l’anno, ciascuno con cinquanta partecipanti. Un comitato di programma formato da sedici persone (otto rappresentanti dell’Amministrazione comunale e otto dell’Unione industriali) provvederà a valutare e sostenere le iniziative man mano intraprese. 


L’obiettivo del protocollo è di favorire il ruolo della donna in settori delle imprese romane considerati strategici, in primo luogo tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Senza ignorare l’aspetto della famigerata “segregazione verticale” che, come è noto, non consente alle donne di raggiungere posizioni di tipo apicale. “Qualcosa in tal senso si è già fatto – ha detto Veltroni – se si considera che nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche, in questi ultimi tempi, siamo passati da tre donne a diciotto”.  Certo, visto che lo stesso sindaco ha tirato in ballo le aziende pubbliche si poteva chiedergli quante sono le presidenti donne elette in tali aziende. (nostra indagine)


Noi non lo diciamo perché, oltre alla media, si abbasserebbe pure la credibilità di un atto nel quale, tutto sommato, crediamo. Meglio, quindi, dare mano ad altri numeri.


Dal 2005 a oggi, secondo i dati dell’Ufficio Statistica del comune di Roma, le imprese “rosa” sono cresciute a Roma del 6,7% contro il 3,8% della media nazionale.  Il tasso di occupazione femminile nella capitale era del 55,4%  contro una media nazionale del 45,3%; quello di disoccupazione delle romane (il riferimento è sempre il 2005)  era del 7,9% contro più del 10% registrato nel resto del paese.


“Con questo accordo – ha voluto precisare l’assessore alle pari opportunità Mariella Gramaglia –  vogliamo aiutare le donne romane ad entrare nel mondo del lavoro con le stesse opportunità degli uomini e a ‘sopravviverci’,  senza rinunciare ad  essere donne. Il  pregiudizio nei loro confronti e le difficoltà nel lavoro legate alla maternità sono ancora molto forti”.


Per maggiori informazioni: www.gioventudigitale.net e www.donneict.it .

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