

Allievi della Scuola di Musica “Anton Rubinstein”
Siamo tentati di scrivere “Viva la scuola” se alla fine produce risultati così belli e importanti nella vita. Alla Stazione Birra di via Placanica, per l’intero pomeriggio del 20 giugno, abbiamo assistito a un grande spettacolo dal vivo. Ragazzini, giovanotti, adulti si sono esibiti con voce e strumenti destando l’ammirazione generale in un saggio di repertorio moderno che ha fatto onore a loro stessi e ai maestri della Scuola di Musica “Anton Rubinstein” di Roma che sanno cavar fuori il talento quando c’è ma anche preparare con invidiabile professionalità chiunque si accosti alla musica per diletto o per mettersi alla prova.
E’ vero; l’imponente attrezzatura tecnica e tecnologica di Stazione Birra ha dato sprint anche ai più timidi e riottosi per l’esibizione in pubblico e l’impressione generale è stata di uno spettacolo assai gradevole, di classe. Il merito di questo elevato risultato finale va senz’altro attribuito alla pianista Sara Matteo che, insieme con Sasha Bajcic è Direttore Artistico della Scuola di Musica Anton Rubinstein di Colli Aniene e che si avvale, per il repertorio moderno dell’aiuto di Massimo Villani esponente di spicco del piano-jazz romano. La consegna a ciascuno dei partecipanti dell’attestato di profitto per l’intero anno con tanto di voto ha chiuso questa spettacolare kermesse canora e musicale.
Elenchiamo di seguito tutti i nomi dei concorrenti perché meritano di essere citati: Gatti, Berloco, Sepe, Vecchio, Cardinali, Barale, Lanzi, Stroppa, Cori, Imperiali, Duranti, Prontera, Maiorano, Molinari, Marinucci, Arbore, Aufiero, Tolicetti, Vallese, Iannone, Dieni, Gentile, Persia, Carissimi, Luvarà. Cacchioni, Figliolini. De Gregorio, Cicconi, Paciotti, Iarussi, Munno, Romiti.
Un discorso a parte meritano gli ensemble che nella scaletta risultano come laboratori musicali. Non sappiamo da quanto tempo questi ragazzi suonano o suonano insieme. Fatto sta che il risultato è sorprendente. Hanno fatto vivere e rivivere pezzi di rock abusati nel tempo suonando con una freschezza tutta nuova, come se essi stessi avessero scoperto la bellezza del rock e la gioia di vivere che infonde e ti sbatacchia dentro.
Luca Molinari , Marco Monti, Matteo Pandolfi, Ettore Giulio, Diego Mosca, Gabriele Civitella, Bianca Tolicetti, Daniele Cardinali, con le loro chitarre, con i loro bassi, con l’entusiasmo dei loro (forse) quindici anni a testa, hanno regalato uno spettacolo da professionisti. Complimenti signori della Rubinstein. Continuate così e fateci sognare. Il bello esiste ancora.
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