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Municipi:

Una “Casa delle donne” in un immobile dell’ATAC

La Giunta Medici chiederà di togliere lo stabile di via Lucio Sestio 10 dal patrimonio dell'Azienda

Lo scorso 24 marzo il consiglio del X Municipio ha varato una risoluzione che impegna il presidente Medici e la Giunta municipale ad attivarsi presso il Comune di Roma “affinchè lo stabile di via Lucio Sestio 10 venga tolto dall’elenco del patrimonio dell’ATAC in vendita” e “si apra un tavolo interistituzionale, con il Comune e la Provincia, per decidere sulle funzioni pubbliche da attivarsi nello stabile”.

L’immobile di via Lucio Sestio, situato in una vecchia sottostazione dei tram dell’ATAC e protetto da vincoli architettonici, è rimasto inutilizzato per oltre dieci anni.

L’8 marzo del 2008 il complesso è stato occupato da un gruppo di donne “vittime di violenze”, le quali hanno fatto partecipare a tale atto anche i loro figli.

Già nelle precedenti consigliature erano stati elaborati dei progetti per trasformare quel complesso in un asilo nido, a cui ha fatto seguito, il 7 marzo scorso, il sopralluogo della Commissione delle Elette del Comune di Roma e del X Municipio, al fine di valutare le condizioni per costruire oltre il nido anche dei servizi aggiuntivi rivolti alle donne in difficoltà.

Il 4 marzo il presidente Medici ha chiesto di incontrare i proprietari ATAC per poter definire la destinazione dello stabile.

Il Piano regolatore sociale del Municipio prevede nel paragrafo “Obiettivi e priorità” l’istituzione di una “casa gestita da donne”.

Il Municipio ha posto, inoltre, l’esigenza di dar vita sul territorio a diverse strutture, al momento mancanti: ad esempio, uno spazio per dare ospitalità ai figli di donne sole nei momenti di degenza ospedaliera di quest’ultime, “servizi di sostegno scolastico per minori in difficoltà, un centro di formazione per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile, e servizi residenziali per donne colpite da emergenza abitativa, in particolare quelle in uscita dai percorsi dei centri antiviolenza o in attesa di assegnazione di una casa popolare”.

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