

Promossa da Alleanza Nazionale il 27 gennaio alle ore 18 "per dire basta all’immobilismo"
Una fiaccolata per denunciare il degrado e le oscurità, ma soprattutto una fiaccolata per illuminare il diritto alla sicurezza dei tanti cittadini che abitano e vivono nei quartieri dei municipi XV e XVI . E’ l’ennesimo grido d’allarme lanciato per dire no alla criminalità, no all’illegalità diffusa, all’aumento di reati nel territorio.
L’appuntamento è per sabato 27 gennaio alle ore 18 in piazza Enrico Fermi al quartiere Marconi. Da lì partirà il corteo che attraverserà viale Marconi fino ad arrivare a piazzale Dunant, in zona Monteverde, recente scenario della terribile morte di un uomo aggredito ad un semaforo per elemosina.
“Condividendo lo spirito e l’intento di questa iniziativa abbiamo deciso da subito di aderire al corteo con una nostra delegazione e di condividere l’organizzazione dell’iniziativa insieme agli eletti e ai circoli di Alleanza Nazionale del XV e XVI Municipio”. E’ quanto dichiara il movimento di Gioventù Europea in una nota del responsabile nazionale Federico Rocca.
“Da anni purtroppo – sostiene Rocca – denunciamo questo stato di cose e troppo spesso ci troviamo a riscontrare una sporadica attenzione dei media e delle istituzioni solo quando vengono a verificarsi eventi drammatici, come accaduto recentemente con la morte di una persona uccisa da due tossicodipendenti nel tentativo di rapinarlo a piazza Dunant, o come l’aggressione dei Vigili Urbani a Porta Portese da parte di un gruppo di nomadi.
Quello che chiediamo – incalza Rocca – è sicurezza e legalità che equivale ad avere quartieri liberi e vivibili. Per questo il nostro movimento, da sempre presente ed impegnato nella realtà territoriale di questi municipi, ha deciso di partecipare a questa manifestazione ed auspichiamo che i cittadini accolgano questo invito per far sentire la propria voce poiché non devono accettare la condizione di rimanere terrorizzati nelle proprie case.”
Si è quindi arrivati ad un punto in cui non si può più restare a guardare perché significherebbe accettare l’inaccettabile.
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