Una sana alimentazione allunga la vita

Si guadagnano anche più di 10 anni con legumi, frutta secca e cereali integrali
Dottor Emanuele Fanella, Biologo nutrizionista - 28 Febbraio 2022

Quello che un nutrizionista deve cercare di trasmettere alle persone è che abbandonare le abitudini alimentari scorrette significa allungare la durata della propria vita, a tutte le età; nonostante l’effetto sia più evidente se si incomincia da giovani, anche dopo gli ottant’anni un’alimentazione sana ha conseguenze immediate sull’aspettativa di vita.

Questo il messaggio che arriva da uno studio, pubblicato su PLoS Medicine dai nutrizionisti ed esperti di salute pubblica dell’Università di Bergen, in Norvegia. Il quesito iniziale era colmare le lacune delle indicazioni della commissione Eat-Lancet, che ha fissato parametri piuttosto rigidi (secondo alcuni spesso irraggiungibili) ma, finora, non ha quantificato gli effetti sulla salute di una dieta che ne tenga conto.

Per questo i ricercatori sono partiti dai dati internazionali dell’incidenza delle malattie del Global Burden of Disease del 2019 e da una serie di metanalisi relative al rapporto tra cibo e salute, e hanno costruito un modello molto facile da utilizzare. In esso infatti si vede l’effetto sulla longevità di un maggior apporto di frutta e verdura fresche, legumi, cereali integrali, frutta secca a guscio, pesce, latticini, così come quello di una diminuzione del consumo di carni rosse, carni lavorate e bevande zuccherate.

Come applicazione concreta, i ricercatori hanno poi verificato ciò che accadrebbe se una persona con una tipica alimentazione nordamericana iniziasse ad averne una più vicina alla dieta Mediterranea.

Una dieta ricca di legumi, frutta secca a guscio e cereali integrali e con meno carni rosse e lavorate allunga la vita. I risultati sono abbastanza impressionanti.

Per esempio, una ragazza che si orienta verso un’alimentazione corretta a vent’anni, guadagnerebbe più di dieci anni, un ragazzo addirittura fino a 13; tuttavia anche se il cambiamento avvenisse a 60 anni, i benefici resterebbero molto significativi, pari a 8 anni per le donne e 8,8 anni per gli uomini.
Perfino a 80 anni ci sarebbero effetti benefici, che secondo il modello si tradurrebbero in 3,4 anni di vita in più per entrambi i sessi.

Si tratta di un modello che non tiene conto di molti fattori quali lo stile di vita, eventuali farmaci, i fattori di rischio individuali, che non si esprime sull’età nella quale si iniziano ad avere benefici e che non distingue il ruolo di alcune classi di alimenti come i latticini o i grassi, ma lo scopo, non è quello di raggiungere un livello di precisione alto. Piuttosto l’intento è sensibilizzare e rendere tutti più consapevoli della grande importanza di ciò che si mangia ogni giorno.

Secondo l’Oms, le malattie direttamente attribuibili all’alimentazione scorretta provocano ogni anno 11 milioni di morti e portano alla perdita globale di 255 milioni di anni di vita sana: numeri che potrebbero cambiare non poco, se si modificassero almeno le abitudini peggiori.

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Quello che mi sento di aggiungere come professionista è il mantra che quotidianamente utilizzo:

mangiare sano, bere molta acqua, muoversi e sorridere il più possibile; non sarà la ricetta della felicità ma ci si avvicina molto …

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