

Roma capitale del pellegrinaggio televisivo
Via Tuscolana 1053: i pellegrini della diretta televisiva arrivano su lunghi pullman provenienti da tutta Italia: l’appuntamento è quello del giovedì sera, ed è uno di quelli più ghiotti, con milioni di spettatori di tutta Italia “affacciati” direttamente sulle vicende del Grande Fratello.
Ore 19.30 di giovedi 20 aprile: per la semifinale, la puntata che ha visto le ultime due eliminazioni prima della grande kermesse finale (il 27 aprile), piccoli gruppetti di persone affollano l’ingresso degli studi cinematografici di Cinecittà, mentre una carovana di pullman occupa l’ingresso “preferenziale” degli studi, trasportando orde di spettatori che assisteranno alla puntata del GF comodamente seduti nello studio TV.
La folla che è invece adunata davanti agli ingressi viene fatta entrare alla chetichella, dopo un veloce controllo della “lista”, ovverosia un piccolo elenco di raccomandati per assistere almeno all’uscita degli eliminati, in mezzo ai tifosissimi dei concorrenti che si sbracciano ad ogni inquadratura.
La “noblesse noblige” degli Studios romani fa sì che ad ogni angolo si riconoscano scenografie di film felliniani, o di grandi pellicole del passato, acconciate alla bene e meglio in qualche angolo sperduto, in attesa di qualche riutilizzo: quello che è successo in pratica alla casa di Vitellozzo, il macellaio del film “Non ci resta che piangere”, che per il GF è stata riadattata a guardiola della casa, con la scritta “guardiano” che spunta fuori dagli archi quattrocenteschi in cartapesta.
Conosciamo, appena entrati nel “foyer” della Casa, Anna e Michele, 15 e 16 anni, due ragazzi di Cercola, provincia di Napoli: ci raccontano come sono arrivati qui e capiamo immediatamente di aver incontrato due stakanovisti del telespettacolo, che si autocostringono ad imbarcarsi ogni giovedi su poderosi pullman (messi a disposizione gratuituamente dalla produzione), si fanno 5 o 6 ore di viaggio per 3 ore di “spettacolo” – in realtà ridotto alle sole uscite dei concorrenti e a qualche inquadratura, nemmeno venti minuti in totale – per poi ritornare, a notte fonda, nella natale Cercola: un pellegrinaggio che coinvolge settimanalmente diverse decine di adolescenti insieme a mamme, zie e nonne che contendono ai “guaglioni” solenni inquadrature con il trombato di turno.
Inizia lo spettacolo e Anna e Michele insieme all’allegra tribù campana sgomitano sui davanzalini dell’ingresso, qualcuno esagera e viene ripreso dalla “security”, qualcun altro si è vestito, alla faccia del buon gusto, da sosia di Pantani, un altro da sosia di un sosia di un concorrente del GF5, un altro si è travestito da transessuale, o forse lo era davvero, e non fa altro che distribuire il proprio numero di telefono tra il pubblico gracidante. Poco prima dell’uscita del primo eliminato, la raccomandazione vale per tutti: non fate foto con i cellulari.
Esce il concorrente e una selva di Nokia, Motorola, e quant’altro fa capolino tra i fortunati “assaltatori” della prima fila che possono – beati loro – tirare i capelli, le camicie e strappare i jeans degli eliminati, non dimenticando però di estrarre un bel sorriso fotogenico durante la ripresa del “massacro”.
Sono le ore 24: i trombati della casa sono ormai entrati negli studi televisivi: la folla urlante del foyer si è improvvisamente spenta insieme ai riflettori: è la prima a salire sui pullman e a dare l’arrivederci per la finale della prossima settimana: ci saranno anche Anna e Michele, che nel frattempo hanno rimediato una ospitata per “l’Eredità” del mercoledì successivo: sarà la solita ammazzata ma si sa che “show must go on”.
Anche se vieni da Cercola.
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