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Un’altra centralità a Cinecittà Est

Previsti 550.000 mc di sanità, cultura, spettacolo e abitazioni sulla Tuscolana, tra il X municipio e Frascati

E’ un’altra centralità ma la chiamano "accordo di programma". Parliamo di 35 ettari di Cinecittà est racchiusi fra il quartiere omonimo il GRA e via Tuscolana, dopo l’American Express, di proprietà del Comune di Frascati. Qui, secondo una proposta di giunta approvata dal X Municipio, si vogliono portare alcuni servizi e funzioni di livello elevato: un polo sanitario, abitazioni, multisala cinematografica e strutture culturali per danza e musica, servizi commerciali e artigianali. In cambio di questa poderosa edificazione pari a 550.000 mc i cittadini avrebbero servizi e strutture culturali per musica, danza, teatro, un liceo classico, una grande libreria, una mediateca tutti luoghi da situare attorno ad una grande piazza che manca nel grande quartiere dormitorio limitrofo; e poi 100 ettari di parco degli Acquedotti con i relativi casali da dare al Comune e la disponibilità di Frascati a valorizzare l’altra grande area di cui è proprietario, destinata all’agricoltura, di Anagnina.

Le preoccupazioni dei cittadini dei quartieri circostanti riguardano la sostenibilità dell’intero progetto soprattutto per ciò che concerne le infrastrutture di mobilità. Il tutto dovrebbe infatti poggiare, con l’aggiunta di altri 90.000 mc per uffici direzionali nella prospiciente area Enel, su via Tuscolana e il GRA, per la viabilità, e sulla metro A per il trasporto pubblico; infrastrutture, come tutti sanno, già sature di traffico e passeggeri.

Martedì 28 febbraio se ne è discusso nella commissione urbanistica comunale. Il dibattito è stato vivace e le valutazioni acritiche di alcuni consiglieri hanno lasciato il posto, dopo le spiegazioni dell’assessore regionale alla Sanità Battaglia circa il polo sanitario e le obiezioni dei rappresentanti del comitato di quartiere e della Comunità Territoriale, ad una maggiore disponibilità a ridimensionare i pesi previsti già aggiudicati con un bando pubblico alla progettazione della società "Astra Otto". L’assessore Battaglia ha detto chiaramente che servono nel quadrante Tuscolano-Casilino 200 posti letto e un maggiore e più efficiente servizio di Pronto Soccorso e non i 550 posti – "un altro S. Camillo" ha chiosato – previsti nell’accordo.
Ciò dovrebbe portare già ad una riduzione dei 180 mila mc previsti per la struttura sanitaria. Inoltre anche i 140.000 mc previsti per commerciale e artigianale possono essere azzerati e trasferiti in altre aree come, per esempio, la centralità di Romanina finora prodiga di cubature ma scarsa di funzioni. E anche la multisala di 3.500 posti potrebbe essere ridimensionata e unita alle strutture per la danza, la musica e il teatro in una sorta di auditorium di Roma sud-est aperto alle sperimentazioni dei talenti locali oltre che alla fruizione del pubblico. Poi vi sarebbero il liceo classico, la libreria, la mediateca, caffè, bistrot, brasserie, con qualche negozio commerciale per rendere viva l’intera area edificata in cui è previsto anche un insediamento abitativo da dimensionare attorno ai mille abitanti invece dei 1.400 preventivati.

In commissione urbanistica, presenti l’assessore all’urbanistica Morassut, il Presidente del X Municipio Medici e il sindaco di Frascati Posa fortemente interessato economicamente al progetto, alcuni consiglieri come i diessini Chiolli e Cosentino e Spera di Rif. Comunista hanno preso atto e recepito le obiezioni venute dai rappresentanti dei cittadini nonché la necessità di un grande potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico che consentano di alleggerire la saturazione della linea A del metrò e anche di viabilità con la ristrutturazione del nodo GRA-Anagnina-Tuscolana.
Insomma come ha precisato Morassut l’area va trasformata con funzioni importanti e anche, come ha sostenuto strenuamente Medici, con servizi socio-culturali in grado di emancipare socialmente e culturalmente questa periferia ancora anonima e senza anima.
Su ciò è in corso un processo di partecipazione dei cittadini che, sebbene partito con incomprensibile ritardo, dovrebbe assicurare proposte equlibrate volte alle migliori soluzioni.

La partita che si sta giocando è importante per tutto il territorio municipale e soprattutto per l’asse Tuscolana-Anagnina destinato ad accogliere ancora più di due milioni di mc. di case, uffici, servizi commerciali. Una trasformazione dell’area all’insegna della sostenibilità è dunque parte integrante del suo decollo culturale e sociale.

Qualcuno ha detto in commissione urbanistica che forse è meglio rischiare qualche elemento di insostenibilità pur di avere in cambio servizi e funzioni pregiate. Ma le trasformazioni urbanistiche – dicono i cittadini – non sono una partita a ’mosca cieca’. Di cecità in queste periferie ce n’è già stata abbastanza.

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