

Circa seimila gli universitari scesi in piazza. Pacco dono alla Cgil, la Camusso accoglie i 'Babbi Natale'
Circa seimila gli studenti che hanno manifestato pacificamente ieri mercoledì 22 Dicembre 2010 nella Capitale contro la riforma dell’università, in una vera e propria "maratona" tra il centro e la periferia est, bloccando il traffico in molti quartieri e sull’autostrada per l’Aquila e, al termine delle proteste, una loro delegazione è stata ricevuta al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano. Manifestazioni di studenti medi e universitari si sono tenuti anche in altre città italiane, mentre al Senato è alle ultime battute l’iter del ddl Gelmini (il voto finale è atteso oggi pomeriggio).
Polizia e carabinieri blindavano la zona del centro dove sorgono i palazzi delle istituzioni e la residenza privata romana del premier Silvio Berlusconi. Ma come avevano annunciato già ieri, gli studenti che protestano contro la riforma dell’università voluta dal governo si sono tenuti lontani dalla cosiddetta "zona rossa", teatro il 14 dicembre di devastazioni e scontri di piazza terminati con decine di ferite e oltre 20 arrestati. Solo nel pomeriggio una delegazione di studenti è entrata nella zona presidiata, ma stavolta su invito del Quirinale, per un colloquio col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come ha riferito una nota sul sito della presidenza della Repubblica. In precedenza gli studenti dell’Unione degli Universitari (Udu), organizzazione vicina al centrosinistra, aveva diffuso una lettera in cui chiedeva al capo dello Stato di "riceverci per ascoltare le nostre ragioni".
Tre i cortei che hanno sfilato, ma, mentre poche centinaia di ragazzi marciavano verso il ministero dell’Istruzione, a Trastevere, 20mila persone – secondo gli organizzatori – hanno partecipato alla manifestazione partita dall’Università "La Sapienza", durata cinque ore, che ha attraversato diversi quartieri popolari della città.
Mentre la manifestazione era in corso, gli organizzatori hanno guidato il corteo prima attorno all’Ateneo, poi lungo il quartiere di san Lorenzo poi lungo la via Prenestina fino a un altro quartiere popolare, il Pigneto. Dopodiché i manifestanti, in grande maggioranza studenti, ma anche insegnanti, genitori, militanti sindacali e rappresentanti di partiti di opposizione, sono entrati nella Tangenziale est, fino al tratto urbano dell’autostrada A24 per l’Aquila, percorrendone un pezzo, per poi uscire e raggiungere di nuovo l’università con uno slalom attraverso la zona di Casal Bertone e la via Tiburtina.
Nelle zone interessate dalla manifestazione, e in particolare sulla Tangenziale, il traffico pre-natalizio è rimasto paralizzato. Ma nonostante i disagi, diversi automobilisti hanno solidarizzato con gli studenti, che gridavano soprattutto slogan contro Berlusconi e contro il governo. Prima che il corteo partisse, una delegazione di studenti, con tanto di cappellini natalizi, aveva raggiunto la sede della Cgil, dove è stata ricevuta dal segretario generale del sindacato Susanna Camusso, per chiedere lo sciopero generale contro il governo. Marciando dietro uno striscione con su scritto "Voi soli nella zona rossa noi liberi per la città" e un altro che recitava "La mafia ringrazia il governo per la morte dell’istruzione". Mentre una delegazione di studenti vestiti da “Babbo Natale” hanno lasciato lungo la strada finti pacchi di Natale, per protestare contro i tagli ai servizi.
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