Valerio Scanu è il vincitore del sessantesimo Festival di Sanremo

Con la canzone "Per tutte le volte che"

Domenica 21 febbraio 2010 ore 00.45. Le luci scintillanti del Teatro Ariston si spengono, mentre il dibattito nelle case degli italiani si accende. Antonella Clerici ha da poco annunciato il vincitore del 60° Festival di Sanremo, il giovanissimo Valerio Scanu con il brano "Per tutte le volte che".

La mente non può fare a meno di riandare a ben un anno fa. Non è cambiato poi cosi molto: Valerio Scanu è un ex concorrente del talent-show "Amici di Maria De Filippi", proviene dalla Sardegna ed è amato e quindi televotato dalle adolescenti, uno vero e proprio clone del vincitore dello scorso anno Marco Carta.

Ma l’effetto mediatico non risparmia neanche gli altri due concorrenti arrivati in finale, dove sul podio troviamo ‘magicamente’ il trio Pupo/Principe Emanuele Filiberto/Luca Canonici ed il vincitore di X Factor, Marco Mengoni.

Quindi ci chiediamo è il festival della canzone o della popolarità, beh questa domanda se la sono posti anche gli orchestrali di Sanremo, a cui era stato donato il 50% dei voti, quando all’annuncio dei tre finalisti hanno dato il via ad una vera e propria rivolta, gettando gli spartiti sul palco quasi fossero ultras ad un derby. La rivolta non ha risparmiato neanche il pubblico in sala, che per la prima volta nella storia di Sanremo ha urlato allo scandalo, inneggiando alla poca attendibilità del televoto.

Il metodo di voto risulta alquanto misterioso e sospetto, tanto che il Codacons, insieme all’Associazione utenti radiotelevisivi, ha chiesto l’intervento della Guardia di Finanza per un esame dei tabulati telefonici. Il sospetto è che qualcuno possa essersi acquistato un pezzo di televoto, data la scelta della Rai di non rendere noti i dati sul televoto. Quante persone hanno votato chi? Per chi hanno votato gli orchestrali? Certamente la scelta della Rai, non aiuta a fare chiarezza e rende tutta l’operazione molto opaca.

Ma lasciate le poliche sui numeri del televoto, la vera sconfitta di questo festival è stata la buona musica. Grandi voci hanno calcato nelle cinque serate il palco dell’Ariston, partendo da Noemi che con la sua "Per tutta la vita" tocca il cuore e il graffio della sua voce da i brividi. Le parole di "Ricomincio da qui" di Malika Ayane, a cui è stato assegnato solo il Premio della Critica, suonano come una poesia. La freschezza ed ironia di Arisa e Simone Cristicchi. Fortunatamente per ora, gli artisti in questione stanno riscuotendo un grande successo nel mercato discografico e sul web.

Un plauso è dedicato alla padrona di casa, Antonella Clerici che è entrata nelle case degli italiani con semplicità e garbo. Rendendo il Festival un varietà gradevole da vedere. Ottima scelta per quanto riguarda gli ospiti, che hanno donato punti fondamentali allo spettacolo.
Mentre da tenere d’occhio il vincitore della categoria "Nuove Generazioni" Tony Maiello, pupillo di Mara Maionchi, e la vincitrice del Premio Mia Martini, appartenente alla medesima categoria, Nina Zilli.

Il Festival si è concluso, ma all’interno dei talk show e delle arene televisive continua a far parlare di se, non risparmiando la satira che quet’anno ha trovato pane per i suoi denti.

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