

Il mega autosilos sotto il Pincio, gli ascensori verdi e il ristorante sulla terrazza al Vittoriano, i due parcheggi nel lungo Tevere, la costruzione di un nuovo stadio del tennis al Foro Italico e il progetto Villa Ada underground
“A Roma non c’è più tutela: che fanno le sovrintendenze?” afferma Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione romana di Italia Nostra, associazione che si prepara a criticare, sul piano legale, 5 scelte urbanistiche della giunta Veltroni.
Come si legge nel comunicato stampa del 19 luglio 2007 Italia Nostra ha aperto “la vertenza Roma” con cui si vuole mettere in discussione il progetto di un mega autosilos sotto il Pincio; gli ascensori verdi e il ristorante sulla terrazza al Vittoriano; i due parcheggi nel lungo Tevere; la costruzione di un nuovo stadio del tennis fra il “Centrale” e la casa delle Armi al Foro Italico; la cementificazione sotterranea di Villa Ada.
“Se andrà in porto il progetto del parcheggio – sostiene Carlo Ripa di Meana – ad esser minacciate non saranno solo alcune parti del colle più bello di Roma, ma tutto l’insieme che venne progettato unitariamente dal Valadier, compresa dunque Piazza del Popolo”. Per questo ha inviato un esposto alla magistratura in cui si espongono i gravi rischi che corrono la rampa ottocentesca del Valadier, i reperti archeologici ritrovati dopo un primo parziale scavo e la stessa terrazza del Pincio.
“Se il progetto di autosilos supererà tutti i controlli del rispetto dei vincoli che Italia Nostra chiede ai giudici, l’Associazione porterà la propria battaglia a livello europeo e mondiale, denunciando che a Roma si sta compiendo un crimine culturale” – prosegue il Presidente della sezione romana di Italia Nostra, che ha inviato un appello degli intellettuali, già firmato da Desideria Pasolini Dall’Onda e Salvatore Settis.
Gli ascensori verdi sono “orrende superfetazioni esterne sia nella parte più alta del monumento del Milite Ignoto che lungo la fiancata, – commenta Ripa di Meana – uno sfregio insopportabile di un luogo sacro, il Vittoriano, che rappresenta la coscienza nazionale”.
Stesso sdegno è stato mostrato per la costruzione di un ristorante sulla terrazza: tra “le scaloppine al Milite Ignoto e una macedonia al Monte Grappa” si finirebbe col consegnare il Monumento al Milite Ignoto alla “mercificazione selvaggia che ormai imperversa nella capitale”. Per questo Carlo Ripa di Meana ha lanciato un appello a Ciampi e all’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché “non tacciano” e decidano di difendere il Vittoriano da questi scempi al patrimonio artistico e culturale.
I due parcheggi da realizzare nei lungo Tevere diventerebbero due “grandi attrattori di auto e di traffico, altro che pedonalizzazione, – ha affermato Antonio Tamburrino, consigliere della sezione romana di Italia Nostra – “a Roma si è scelta una linea per il traffico di stampo trogloditico, opposta a quelle seguite a Parigi e nel resto del nord Europa”.
Il 18 luglio 2007 Vanna Mannucci, consigliere della sezione romana, ha presentato un appello, sottoscritto dai più grandi architetti italiani ( da Aymonino a Benevolo, da Fuksas a Insolera sino a Portoghesi) per bloccare il progetto di un nuovo stadio del tennis fra il “Centrale” e la casa delle Armi al Foro Italico.
“A Villa Ada, splendido parco che fu il palazzo d’estate dei re d’Italia è previsto– ha spiegato Mirella Belvisi, consigliere nazionale di Italia Nostra – uno sbancamento sotterraneo con successiva costruzione di circa 15mila metri cubi, che equivalgono a circa 3000 metri quadrati calpestabili. Una cementificazione sotterranea che dovrebbe contenere fra l’altro un museo del giocattolo fatto di pezzi esclusivamente scandinavi”.
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