

"Gli archi dell'Acquedotto Alessandrino sono diventati un postribolo"
Il 28 Agosto il sig. Mario con una E-mail segnalava al nostro giornale una situazione a dir poco allucinante che si consuma ai piedi dell’acquedotto Alessandrino, in via del fosso di Centocelle.
A dire il vero il nostro giornale aveva già trattato l’argomento in un articolo pubblicato il 26 gennaio 2010 e lo facemmo per denunciare che già da alcuni mesi prima un arco di uno dei più imponenti acquedotti dell’antica Roma, era stato chiuso al traffico a causa del crollo di una parte dei mattoni d’argilla che costituivano la bordura dello stesso. Nell’occasione documentammo anche il degrado circostante… ma niente, dicasi niente, è accaduto in questi otto mesi.
Un silenzio a dir poco assordante è stato quanto ha prodotto il Municipio Roma 7 e altrettanto ovviamente è stato fatto dai Dipartimenti responsabili (Grande viabilità e Sovraintendenza ai Beni Culturali) con il risultato di gravi disagi agli automobilisti e la possibilità di nuovi crolli dovuti alla mancanza dei grossi mattoni di argilla caduti, oltre ovviamente al decoro dell’antica opera pubblica di età imperiale.
C’è poi la situazione igienica e di totale abbandono in cui versa via del Fosso di Centocelle, trasformata ormai in una sorta di discarica a cielo aperto e di deposito per ciclomotori rubati che emergono qua e là, dalle secche erbacce.
Il sig. Mario ha anche denunciato la carenza di controlli notturni, cosa questa che ha di fatto consegnato i vecchi archi dell’acquedotto a decine di trans i quali li hanno trasmormati in altrettanti postriboli le cui attività sono ben visibili dalle finestre della abitazioni di via degli Olmi, oltre che dalla Palmiro Togliatti.
Un odore acre e maleodorante si leva dall’interno degli archi dove tra l’altro sono visibili montagne di preservativi e fazzolettini, prova evidente di traffici sessuali in quantità industriale e di una ordinanza emanata per combattere la prostituzione ma che evidentemente sembra non ha alcun valore in quella sorta di zona franca situata a poche centinaia di metri dalla sede politica del Municipio Roma 7.
Chiediamo che ilMunicipio si faccia parte diligente, per quanto di sua competenza, aprendo nel contempo un contenzioso con la giunta Alemanno e le forze di Polizia affinché alle annunciazioni seguano interventi mirati e ripetuti nel tempo al fine di riportare sicurezza e vivibilità in quell’angolo di quartiere dimenticato da Dio e dagli uomini.
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