Municipi:

Via i lucchetti da Ponte Milvio o forse no

Cozza: "vogliamo restituire l'antica bellezza al Ponte". Santori: "non togliamo diritto di sognare ai giovani"

Ponte Milvio, lo storico ponte romano che collega piazzale Cardinal Consalvi a piazzale di Ponte Milvio sarà presto privati dei lucchetti. Da alcuni anni, infatti, si era diffusa tra gli innamorati l’usanza (ispirata al film Ho voglia di te) di lasciare i lucchetti sul ponte e buttare la chiave nel Tevere come sigillo d’amore.  

"Oggi – dichiara il consigliere del XX Municipio Alessandro Cozza – abbiamo fatto un primo piccolo grande passo per restituire l’antica bellezza a Ponte Milvio. Il punto non è  tanto e non è solo aver raggiunto questo risultato quanto aver lanciato un messaggio importante, combattiamo il degrado di Ponte Milvio. Degrado che passa attraverso diversi punti come ad esempio lo spaccio di droga sul piazzale testimoniato dai recenti arresti, occupazioni di suolo pubblico concesse “bonariamente” a bar e bancarelle e ancora parcheggiatori abusivi che presidiano l’area o l’assenza di manutenzione pubblica.

Con il documento proposto dal Partito Democratico ma votato anche da parte della maggioranza, si chiede non solo di togliere i lucchetti presenti sul ponte, come è stato fatto nel resto della città, ma anche di presidiare il ponte per scongiurare nuove installazioni di lucchetti e qualsiasi altra forma di degrado. Non siamo contro il "messaggio" del lucchetto di per se ma dobbiamo renderci conto che l’amministrazione in questi anni non è stata in grado di governare questi fenomeni e la situazione ora non è più gestibile.

Rimane il giudizio personale sul “gesto”, a chi plaude al romanticismo, risponde chi crede che non vi sia alcun simbolo positivo nel fare tutti lo stesso gesto nello stesso posto. Soddisfatti, del risultato ottenuto oggi siamo anche consapevoli che ridisegnare e ridefinire lo sviluppo di una zona bella ma anche “commercialmente importante” come Ponte Milvio sia un tema ancora tutto da affrontare e sul quale è necessario un confronto ampio e profondo".

Ma al pari di Cozza c’è anche chi, invece di esultare, invita riflettere sul significato dei lucchetti e sull’eventualità che essi vengano rimossi da Ponte Milvio. “Non togliamo ai giovani il diritto di sognare. – afferma in una nota il consigliere di Roma Capitale Fabrizio Santori. I lucchetti dell’amore di ponte Milvio sono ormai una caratteristica del luogo, quasi come la torretta del Valadier che lo sovrasta, una dimostrazione di come i ragazzi, romani e non romani, hanno scoperto ed interpretato un luogo fuori dai classici circuiti turistici e di come si inseriscono nel tessuto sociale e culturale della città.

I giovani legano i propri sentimenti alle arcate di uno dei ponti più antichi e amati dai romani, ponte Mollo, appunto, quello dal quale le piene del Tevere si possono osservare, e temere, come da nessun’altra parte della città. Ma così come è unico nel suo rapporto con il fiume, così ponte Milvio deve restare unico per l’apposizione dei lucchetti, questo per evitare che una tradizione in qualche modo eccezionale, perché fondata non sull’antico, ma su una novità voluta dai giovani, rendendoli in questa occasione protagonisti in senso positivo della vita sociale, quella fondata sulla promessa eterna che ha la sua naturale conseguenza nella creazione della famiglia, si trasformi in un’esagerazione che rischierebbe di cadere nella mancanza di decoro.

I ragazzi sappiano però, a questo proposito, che i lucchetti sul ponte non potranno restare in eterno, ma che di tanto in tanto i più vecchi saranno rimossi per evitare che diventino troppi e producano danni. Siamo certi che seguire le regole non rovinerà gli amori di nessuno, anzi, sarà solo un modo di consentire a tutti di avere il proprio spazio dove poter riaffermare i propri affetti e confermare Roma, con i suoi scenari meravigliosi, centro degli incontri più belli e più importanti della vita”.

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