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Viaggio nella povertà: il ‘campeggio’ dell’Air Terminal

La storia infinita dell'imponente struttura inutilizzata dal 1991

Nella foto dell’11 aprile 2007 vi portiamo in viaggio nella povertà, in una povertà che si colloca sotto agli stipendiati e ai precari ma sopra ai senza tetto.
Il nuovo residence si trova in piazzale 12 ottobre 1492 adiacente a via G. Benzoni dove il Comune ha concesso questo parcheggio come una zona di temporaneo alloggio.
La foto mostra come una comunità di nuovi poveri vive con tende da campeggio in una zona recintata e sorvegliata.
Nella foto viene evidenziata un’area che il Comune non riesce a gestire, mi riferisco all’oramai vecchio Air Terminal costruito nel 1990 e inutilizzato dal 1991.
E’ una struttura gigante che ospita una stazione del treno e un comodo se pur lungo allaccio pedonale alla fermata della metro B denominata Piramide.

All’interno di questo splendido spazio vi erano dei negozi, che causa il poco passaggio dei pendolari hanno finito per chiudere, all’esterno di questo edificio in vetro vi è un comodo e vasto parcheggio (ora in parte usato come cortile), il complesso comprende un area vastissima ben allacciata a due arterie stradali cittadine, la via Cristoforo Colombo e la via Ostiense.

Lo spazio inutilizzato e abbandonato è stato sicuramente uno sfregio alla bellezza della zona e ai soldi dei contribuenti.

Nel corso degli anni l’Air Terminal è stato concesso dal Comune, nel cercare di rimediare allo scempio e allo spreco di soldi, per alcune attività effimere come feste tipo rave e altri temporanei rimedi, che hanno portato la struttura ad uno stato di inqualificabile inutilizzazione.

Nel vedere tutto il complesso e considerando la sua posizione strategica, pare impossibile che a nessuno in Comune e alle Ferrovie dello Stato sia venuto in mente, in tutti questi anni, come utilizzare uno spazio cosi bello e ben collegato.

Ora, come abbiamo scritto nell’articolo di Alvaro Colombi sul Campidoglio 2 del 07/02/05 … l’Air Terminal, oggi inutilizzato, ma che tuttavia costituirà l’ideale porta d’ingresso della “cittadella”. Chi rileverà la struttura messa all’asta dalla RFI dovrà, in ogni caso, tenere conto del Piano di Assetto che ne prevede la riqualificazione e funzionalizzazione mediante il collegamento con la stazione Ostiense e la creazione di un centro commerciale (negozi, ristoranti, ma anche parcheggi).

Il tutto sembra sarà pronto ed operativo entro il 2012.
Il complesso, ora che sono stati spostati i mercati generali, potrebbe diventare anche un centro identificativo per tutta la zona.

Certo che in tutto questo tempo (ricordo dal 1991) vi si sarebbe potuto realizzare un museo d’arte di rara bellezza, moderno, ben collegato e finalmente accessibile ad artisti minori che avrebbero trovato nel nuovo museo un punto espositivo, distante dagli inaccessibili spazi espositivi dei musei centrali e più vicino al tessuto popolare, come a New York per il MoMA e a Parigi per il Pompidou.

Al tempo delle elezioni del Sindaco di Roma, quelle tra Fini e Rutelli, il primo aveva proposto in campagna elettorale di utilizzare il sito per farci un casinò, al che si indignarono tutti (soprattutto a Venezia) e l’idea venne cancellata.

Ma le idee per uno spazio tanto bello e cosi grande erano infinite, si sarebbero anche potuto imitare le tante soluzioni intraprese nelle altre metropoli per la riqualificazione di spazi abbandonati.

Altre Considerazioni

Quante classi sociali ha sviluppato il nostro sistema capitalista? Dicono tre fasce: ricca, media e povera. Ma sembrano poche.
Oltre i cittadini ricchi e i cittadini di fascia media che comunque sopravvivono, rimangono i poveri.
Ma nella fascia dei poveri, quante fasce sociali o a questo punto  sub fasce sociali esistono?
Gli stipendiati con il minimo sindacale, sono considerati poveri e quelli che il minimo sindacale non lo prendono?, i precari, i lavoratori indipendenti che non guadagnano abbastanza, gli extracomunitari, i comunitari schiavizzati con lavori sottopagati in nero, i senza tetto, i centri sociali, gli artisti incompresi, i mendicanti, i licenziati, gli orfani, i rom…

Oggi Roma città si presenta incapace di assumersi responsabilità giganti che andranno ad influire su quel che viene chiamato benessere collettivo.

I nuovi poveri non solo non hanno i soldi per arrivare a fine mese ma non hanno neanche prospettive.
Un monolocale di 15 mq oggi viene affittato a 500 euro al mese, un povero guadagna con un contratto indeterminato e quindi privilegiato 800 euro, gli rimangono 300 euro per mangiare e per spostarsi sino a lavoro.
Figuratevi le altre classi sub sociali, dove e come vivono e soprattutto dove e come vivranno?
 

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