

Nella città della galleria di Monte Mario, della TAV, del parcheggio sotto al Pincio ecc. non si è potuto fare il corridoio al centro della Togliatti
Ci vorrebbe la penna del grande Kafka per commentare quello che i cittadini, con grande preoccupazione, stanno vedendo nascere su viale Togliatti. Il corridoio di mobilità, una bella idea e una sacrosanta richiesta di associazioni e comitati di quartiere, che minaccia di trasformarsi in un mostriciattolo informe. Un progetto volto a migliorare il trasporto pubblico che diventa una punizione ‘’ideologica’’ per la mobilità privata con tratti di geniale pericolosità sia per gli utenti che per gli autoveicoli pubblici e privati. Il tutto che corre, si fa per dire, fatalmente e inesorabilmente, verso il ‘’grande ingorgo’’ che renderà pressoché inagibile l’importante arteria di collegamento tangenziale da Cinecittà a Ponte Mammolo già oggi stressata dal traffico e dai lavori in corso.
C’è uno spartitraffico, che i tecnici chiamano ‘’square’’, largo 20 metri dove era doveroso e possibile realizzare il corridoio per i mezzi pubblici, la pista ciclabile e anche i parcheggi. Invece là vengono posizionati la pista ciclabile e, nelle zone dove si faranno, i parcheggi, mentre per il mezzo pubblico si fa una corsia preferenziale adiacente allo ‘’square’’ che restringe la carreggiata stradale con fermate ai bordi. In alcuni tratti, per esempio lungo le fasce dei quartieri abitati o la striscia degli ‘’sfasciacarrozze’’ ai margini dell’ex aeroporto di Centocelle, la strada si restringe ad una corsia per effetto delle soste in doppia e doppissima fila senza contare che la corsia preferenziale a volte cessa di esistere perché confluisce improvvisamente, malamente e pericolosamente in quella solcata dal traffico privato. Risultato: un corridoio, anche qui si fa per dire, a ‘’tozzi e bocconi’’, utenti diabolicamente predisposti a diventare i birilli di un bowling, automobilisti incavolati e bloccati, mezzo pubblico che nei tratti dove è costretto a tornare nel traffico perderà il tempo conquistato lungo la ‘’preferenziale’’, ciclisti sulla pista dedicata costretti, per l’aumento dello smog da scarico di auto immobili, a portarsi le bombole di ossigeno. Corsia preferenziale insufficientemente protetta che sarà oggetto di invasioni continue e pericolosissime di auto private.
Insomma un disastro, sul quale più volte i comitati di quartiere dei vari Municipi interessati al passaggio del ‘’corridoio’’ hanno attirato l’attenzione dell’assessore Calamante con apposite iniziative pubbliche e di protesta. Eppure si poteva prevedere e fare un’opera che fosse anche di forte anticipazione del progetto di tram da Saxa Rubra a Laurentina approvato dal Consiglio comunale con delibera di iniziativa popolare voluta da oltre 10 mila cittadini.
Dicono dall’assessorato che il corridoio non era fattibile al centro dello ‘’square’’ per ragioni tecniche: presenza dei grandi collettori di rete dei servizi. Cioè, se abbiamo capito bene, in una città dove si è realizzata la galleria di Monte Mario, dove si progetta il tunnel dell’Appia antica, il megaparcheggio sotto il Pincio, complanari e autostrade, percorsi per l’alta velocità ferroviaria, mastodontici centri commerciali, metropolitane snodantisi nel complicato sottosuolo romano e quant’altro, fare un corridoio di superficie ai tecnici del Comune, dell’Atac, della Sta e via elencando può risultare un’impresa impossibile. Ovviamente non è convincente. Qualcuno dice, invece, e la cosa è più attendibile, che è una questione di fondi. Per fare il corridoio al centro ci volevano molti più soldi per rimuovere le suddette reti. Ma anche se fosse questione di soldi un’amministrazione avveduta cerca di trovarli e non sceglie di fare deliberatamente del male ai propri cittadini. Non rischia di far odiare una cosa che doveva essere accolta con manifestazioni di soddisfazione. Altrimenti si è bell’e pronti a vincere quel celebre concorso, ‘’facciamoci del male’’, ideato da Nanni Moretti, sostituendone con pieno merito l’attuale e indiscusso detentore del titolo: il signor Tafazzi.
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