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Viale Togliatti, no al tram si ai trans

Notti insonni per gli abitanti di Cinecittà

Gli abitanti della parte di viale Palmiro Togliatti che rientra nel Decimo Municipio hanno perso il sonno. No; non è un’insonnia generale che ha colpito un gruppo di persone che vivono a Cinecittà: sono le voci stridule dei trans che si prostituiscono nella notte sul viale e disturbano la quiete pubblica. E questo si aggiunge alla frustrazione dovuta ai lavori per il Corridoio della Mobilità che stanno bloccando  il traffico nella zona, anche perché contrariamente a tutte  le logiche del buon senso questo corridoio viene realizzato all’interno delle 3 corsie anziché nell’ampio spartitraffico centrale, dove si sarebbe potuta realizzare una ecologica tramvia da Cinecittà a Ponte Mammolo.

Così ha raccontato in un’intervista una residente su viale Togliatti (zona Cinecittà) che si è rivolta al giornale per denunciare la situazione ormai divenuta insopportabile.

“Io abito al quinto piano e purtroppo li sento bene lo stesso. Anzi, dovrei dire vederli, perché tante notti le loro voci mi svegliano e non riesco a riprendere sonno e spesso mi sono affacciata a guardare”.

Da quanto tempo dura questa situazione?

“Io vivo qui da quasi due anni ormai e ci sono sempre stati: tre da un lato e uno dall’altro. In alcuni periodi di più in altri di meno, ma ci sono. La cosa che ho notato è che non ci sono nelle notti tra la domenica e il lunedì. Sarò cattiva… ma l’unica spiegazione che mi do è che la domenica sera i papà preferiscono stare con le loro famiglie…”

Ci sono mai stati episodi violenti tra i cittadini e queste persone?

“Capita spesso che passino dei ragazzini in motorino e li prendano in giro e che loro reagiscano urlando. Un episodio preciso che mi viene in mente è quello di sabato 20 gennaio: i trans hanno litigato dalle 3 di notte fino alle 6 e 30 del mattino per il posto. Alle 6 e 30 un’inquilina del primo piano si è affacciata e ha gridato: ‘E’ ora di smettere di urlare’. Le trans hanno risposto offendendo la signora con appellativi volgari e dicendo che doveva stare zitta perché loro stavano lavorando”.

Ma lei non ha mai chiamato la polizia o i carabinieri per denunciare quanto sta raccontando al nostro giornale?

“Personalmente non l’ho mai fatto, perché a quanto ne so io per poter fermare queste persone, secondo la legge italiana, bisogna coglierle in fragrante, cioè mentre si fanno retribuire per la loro prestazione e ciò è più raro che vero… Però qualcuno la polizia l’ha chiamata, se non ricordo male l’ultima volta è stata a settembre scorso. Sono spariti per un po’ ma poi di nuovo tutto come prima”.

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