

"Dal'98 ad oggi, a Milano, contestate 13 mila multe e ridotto il fenomeno in alcune strade"
Milano, 9 dicembre 2005 – "Dopo otto anni anche Roma ha capito che, grazie all’ordinanza antiprostituzione da me firmata nell’agosto del ’98, il fenomeno della prostituzione per strada in alcune vie della nostra città è stato ridotto, come è successo in Viale Abruzzi, Brianza, via XX Settembre e Corso Sempione". Così il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato commenta l’ordinanza anti lucciole emessa a Roma in questi giorni dal Presidente del VII Municipio, Stefano Tozzi, esponente dei Comunisti italiani.
Il provvedimento dispone il ’divieto di fermata’ delle auto per contrattare prestazioni sessuali pena il pagamento di 500 euro e multe per violazione del codice della strada per il cliente che contravviene al divieto.
’Dall’agosto del ’98 ad oggi – ricorda De Corato -, sono quasi 13 mila le multe contestate nei confronti di clienti fermati a contrattare prestazioni sessuali per strada. Una buona parte degli introiti, oltre 3 milioni di euro, sono serviti per finanziare un importante progetto che aiuta le donne a liberarsi dalla prostituzione e dalla schiavitù’.
"Sono contento – aggiunge De Corato – che l’ordinanza emanata dal Comune di Milano otto anni fa sia oggi utilizzata e applicata anche da coloro che la criticarono aspramente. Questo dimostra quanto sia utile un provvedimento di questo tipo per combattere il dilagante fenomeno dello sfruttamento prostituzione in strada e dell’induzione in schiavitù. Un’ordinanza che nel ’98 ho fortemente voluto per migliorare non solo il decoro della città ma anche per utilizzare l’unico strumento a disposizione dell’Amministrazione comunale per contrastare un fenomeno che vive e prospera sulla pelle di migliaia di ragazze, spesso addirittura bambine e adolescenti".
"Infine – conclude De Corato – con gli introiti provenienti dalle multe è stato finanziato per un milione e 925 mila euro corrispondenti a 275 mila euro all’anno – un importante progetto ’Accoglienza delle donne vittime della tratta’ curato dall’Ufficio Stranieri dei Servizi Sociali del Comune, che solo nel 2004 ha permesso a 72 donne di sottrarsi allo sfruttamento della prostituzione e che serve a proteggere tutte quelle che chiedono di uscire dal giro della schiavitù denunciando sfruttatori. Progetto che è anche co-finanziato dal governo".
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