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Villa Ada, nasce il museo europeo del giocattolo

Con il voto del Consiglio comunale di giovedì 19 luglio 2007

Con la nascita del Museo europeo del Giocattolo, ratificata dal voto del consiglio comunale di giovedì 19 luglio 2007, Roma compie un altro passo importante nella sfida di costruire una città internazionale votata al turismo, che sul turismo e la cultura investe, consapevole che questo binomio produce ricchezza e benessere per i cittadini.

Il Museo del Giocattolo nascerà nel Parco di Villa Ada, grazie alla ristrutturazione dei tre casali delle scuderie, oggi in uno stato di penoso abbandono e degrado, fatiscenti e pericolanti. Con la realizzazione di un’opera pubblica come il museo si avrà la possibilità di completare il recupero ambientale di aree degradate e oggi utilizzate come deposito rifiuti, si potrà recuperare l’area delle serre attualmente abbandonata e preclusa all’utilizzo pubblico, si potrà riqualificare il verde di tutta l’area circostante il museo. Insomma, gli interessi pubblici sono enormi.

In questi utilissimi mesi di utilissima discussione in commissione ambiente abbiamo misurato con chiarezza la distanza fra chi, in nome di un approccio ideologico, non vuole che a Villa Ada nasca un nuovo museo, manifestando un atteggiamento quasi proprietario nei confronti del verde pubblico, e chi invece, riconoscendo la validità del progetto, ha cercato di offrire suggerimenti migliorativi. La commissione che presiedo ha ascoltato e accolto le molte proposte avanzate da associazioni, comitati e cittadini, fermandosi solo davanti ad un punto limite: quello in cui finisce la tutela dell’ambiente e comincia la tutela del degrado. A quel punto, infatti, le motivazioni in base alle quali si chiede di perpetuare lo status quo diventano assolutamente incomprensibili alla maggioranza dei cittadini.

Sensata, e quindi condivisibile, c’è sembrata l’obiezione di chi riteneva sbagliata la collocazione dell’area ludico – didattica nello spazio interrato dell’ipogeo: con un emendamento spostiamo questi spazi all’interno di uno dei casali e trasferiamo la caffetteria nell’ipogeo. Con un ordine del giorno abbiamo inoltre chiesto di prendere impegni precisi a fronte delle giuste aspettative di chi di ama Villa Ada e non si rassegna al fatto che molto spesso appaia una sorta di terra di nessuno. Primo, dunque: realizzare, con l’ausilio di associazioni che vivono quotidianamente la villa, la cosiddetta casa del parco, punto di accoglienza che possa svolgere quelle funzioni di promozione e valorizzazione di questa enorme area verde a ridosso del centro storico di Roma. Secondo: inibire l’entrata nella villa a tutte le autovetture e ai motocicli che oggi accedono senza controllo, limitando la circolazione alle vetture dell’ambasciata egiziana, delle forze dell’ordine e del servizio giardini. Terzo: reperire le risorse adeguate ad attivare un servizio di navette elettriche che consentano il trasporto all’interno della villa dei frequentatori del museo e del vicino maneggio.

Il progetto del museo del giocattolo, attento a garantire un impatto “dolce” sull’ambiente della villa, prevede l’utilizzo di tecnologie impiantistiche ad alta compatibilità ambientale, vale a dire impianti di co – generazione energetica, pannelli fotovoltaici e collettori solari. Inoltre con il museo sarà possibile avere all’interno della villa servizi igienici (oggi inesistenti) fruibili da tutti e non solo da chi va al museo.

Infine, con la nascita del museo del Giocattolo si avrà anche l’effetto, importante, di avere tra i fruitori del parco fasce di utenti consapevoli e qualificate, scuole e famiglie: un fattore che renderà più concreto il controllo del territorio da parte della comunità

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