

Lo stemma della famiglia Borghese con il drago, l’aquila e la corona principesca, pappagalli, rondini, pettirossi e un pergolato. Così è apparso agli occhi degli operai impegnati nel restauro della Casina dell’orologio, a Villa Borghese, l’affresco del ’600, venuto alla luce nei giorni scorsi e presentato alla stampa, dal sindaco di Roma, Walter Veltroni, alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura, Gianni Borgna e di Alberta Campitelli, responsabile per le ville storiche della Soprintendenza ai beni artistici e architettonici. “Il restauro della Casina dell’orologio – ha affermato il sindaco Walter Veltroni – rappresenta un tassello di tutto il grande lavoro di recupero di Villa Borghese. A giorni sarà terminato il restauro della Casina di Raffaello, che va ad aggiungersi al recupero della Casina delle rose, adesso diventata Casa del cinema, e del Globe Theatre”. Alberta Campitelli ha precisato che quasi sicuramente l’affresco fu coperto dai lavori effettuati nel 900 per il trasferimento degli uffici del Comune nella Casina dell’orologio. “Si tratta di un edificio del 500 – ha sottolineato – e quindi preesistente alla costruzione dell’intera villa, che fu fatta affrescare interamente dal cardinale Scipione. Il dipinto – ha concluso Campitelli – è di tipo modulare e questo permetterà il suo recupero totale”.
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