

Martedì 15 luglio 2008 si è discussa in Municipio la mozione, presentata da due esponenti del PD, riguardante la contrarietà a prendere le impronte digitali ai bambini rom.
Molti cittadini, non avendo la documentazione idonea per comprendere la necessità di tale decreto, mi hanno contattato per avere delucidazioni in merito. Vorrei dare tali chiarimenti anche a tutti i lettori di questo giornale che ha pubblicato la notizia e il testo sintetizzato della stessa.
Una tematica cosi importante non può essere affrontata da una realtà locale ma dal Governo Nazionale per un semplice motivo: non è nelle nostre competenze in quanto la mozione in questione non menzionava neanche uno dei campi nomadi esistenti nel nostro territorio ma affrontava il decreto sul quale sta lavorando il Governo e di cui si sta parlando tanto in questi giorni.
Nella mozione si parlava di una proposta inaccettabile ed indegna di un paese civile, di schedatura etnica, di paragonare i bambini rom a criminali incalliti, di effetti traumatici per loro, di condizioni di evidente vulnerabilità…addirittura di persecuzione delle famiglie rom. In termini pratici discriminazione razziale. Roba da non credere.
Il decreto in esame al Parlamento non ha nulla di inaccettabile se si pensa che è solo un modo per ridare dignità non solo a noi italiani ma anche a tutti quei bambini che non hanno colpa se non quella di essere nati in una roulotte anziché in una casa, al caldo , con le coccole di mamma e papà e con tutto ciò che dovrebbero avere tutti i bambini del mondo.
Vorrei rivolgere alcune domande a chi sta strumentalizzando questa vicenda.
Dov’era la sinistra, che in Italia ha governato per decenni, quando venivano costituiti i campi abusivi in condizioni di mancanza totale delle più elementari norme igieniche e di sicurezza? In tutti questi anni di malgoverno non vi è mai pesato quel silenzio di anni e anni fatto di indifferenza e di ipocrisia, quel voltarsi dall’altra parte per far finta di non vedere, quando decine e decine di bambini morivano di freddo o bruciati a causa dell’assenza di sicurezza in queste indegne baraccopoli? Perché è qui che si può usare la parola indegno ed è sempre qui che si può usare la parole trauma.
Sono stati stanziati milioni di euro per la scolarizzazione , una scolarizzazione fallita visto che l’anno appena passato solo il 25% di questi bambini ha frequentato la scuola regolarmente. Vi siete mai chiesti perché la scolarizzazione di questi bambini è stata sempre affidata in regime di quasi monopolio ad alcune associazioni che hanno fallito? evidentemente ciò che avevano a cuore non era la scolarizzazione dei bambini rom.
Non si tratta di “schedatura etnica”ma di un censimento che serve a garantire il diritto alla salute, all’inclusione sociale e all’inserimento scolastico, difende il diritto di questi bambini ad avere un’identità. Un bambino non registrato alla nascita o che non ha un’identità riconoscibile diventa un bambino invisibile facile preda di ogni forma di sfruttamento, dalla tratta al traffico di organi, all’adozione illegale, allo sfruttamento sessuale e al lavoro nero minorile. E questo vale per tutti i minori che vivono in Italia, comunitari ed extracomunitari.
Perché invece di far finta di non vedere che in Italia c’è un’emergenza umanitaria, sociale e di sicurezza, che le vittime di tutto ciò sono proprio i bambini che vivono in condizioni igienico-sanitarie disperate, che non vengono vaccinati, e che sono vittime di violenza e sfruttamento questa sinistra non prova a fare proposte migliori? In tanti anni di malgoverno non si è fatto altro che peggiorare la situazione sempre di più e non si possono accettare lezioni da chi non ha mosso un dito per evitare che si arrivasse a questa situazione di emergenza.
Prendere le impronte digitali può essere un’opportunità di tutela di quei bambini che vengono sfruttati per l’accattonaggio, scambiati e anche venduti e non è comunque una novità. Prendere le impronte è una prassi consolidata da sempre negli uffici giudiziari minorili. Il tribunale è pieno di impronte di piccoli rom.
Basta con queste continue teorie di razzismo e discriminazione nei confronti delle popolazioni rom. A Roma non c’è alcun clima di intolleranza ma una esasperazione dei cittadini contro tutto ciò che favorisce l’illegalità.
La proposta è indegna? Indegni sono i campi nomadi perché esistono da decenni e mai nessuno è intervenuto. Si tratta di un’emergenza e non si può far finta di non vedere. Sono necessarie delle regole ed è necessario che non ci sia nessuna tolleranza verso chi delinque.
Solidarietà? La solidarietà deve essere elargita a tutti coloro che dimostrano di agire legalmente o di avviarsi verso la legalità e non rimanere una parola nel dizionario italiano che serve a riempirsi la bocca e a salvarsi la coscienza nel momento in cui un altro bambino rom finirà la sua vita bruciato in una roulotte o in schiavitù, venduto da famiglia a famiglia.
Quando si capirà cosa significa veramente solidarietà allora si apprezzerà anche tutto il lavoro che questo governo sta cercando di realizzare per creare una rete di regole che riescano a riportare la nostra Italia e la nostra città a un clima di legalità e di vivibilità sicuramente inesistente da troppi anni.
Lorena Vinzi Consigliere PDL Municipio 7
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