

Il 28 giugno presso la chiesa di S. Marcello al Corso in Piazza S. Marcello a Roma
Il 28 giugno, in occasione del Concerto per Coro e Orchestra che si terrà a Roma, per festeggiare il Decennale dell’Associazione Musicale Concentus Vocalis gli appassionati di violino, oboe, clavicembalo e polifonia sacra potranno intervenire e ascoltare un assaggio di Mozart e Vivaldi, mettendo a confronto tre opere di ciascun compositore (incluse il Te Deum ed il Gloria citati), presso la Chiesa di S. Marcello al Corso in Piazza S. Marcello–Roma. L’ingresso è gratuito ed il Concerto inizia alle 19 e 30.
Mettere a confronto due giganti della storia della musica come Vivaldi e Mozart può essere cosa a dir poco azzardata: troppa la loro grandezza nella storia della musica del loro tempo, troppa la differenza di epoca, di stile, e di gusti di ognuno di loro. Ma non per questo non possiamo tentare almeno di sottolinearne, con alcuni esempi musicali, quale sia stata l’atmosfera nella quale hanno vissuto entrambi, ed è ciò che abbiamo inteso fare preparando il programma di questo concerto.
Vivaldi visse la parte più intensa della sua vita musicale nella Venezia barocca del Settecento, periodo nel quale la potenza economica e politica della Serenissima era ormai un ricordo lontano. Venezia sopravviveva al suo mito, crocevia di idee, artisti e viaggiatori richiamati da tutta Europa e dall’Oriente, città ove l’interesse per le arti era vivo grazie anche alla sua storica tolleranza e apertura culturale. Ma nulla di più. Egli, immerso in questa atmosfera, da profondo innamorato della sua città quale era, percepiva con grande dolore che la sua Patria e il sistema politico che ancora la reggeva erano oramai destinati ad essere cancellati dalla Storia.
In molte sue opere trapela questo sentimento di languida tristezza ed impotenza, ed in particolare nel “et in terra pax” del Gloria RV589, dove il reiterato appello alla pax, più che un annuncio di speranza per gli uomini di buona volontà é in realtà una forte e disperata invocazione all’Altissimo.
Si mantenne senza protezione e fonti di reddito, svendendo i suoi manoscritti, finché nel luglio del 1741 morì in povertà e, quasi del tutto dimenticato, fu sepolto in una fossa comune, fatto abituale per chi non poteva permettersi di pagare per una degna sepoltura.
La sua musica scomparve con lui e nessuno la eseguì per più di due secoli, considerata superata e fuori moda. Per poterla riascoltare abbiamo dovuto attendere sino agli anni della seconda Guerra Mondiale e, grazie al ritrovamento e alla pubblicazione effettuata da un altro grande veneziano, G.F. Malipiero, di buona parte del suo patrimonio musicale, custodito per diritto ereditario dalla famiglia genovese dei Durazzo.
Se Vivaldi visse una gioventù tutto sommato tranquilla, malgrado la gracile costituzione, e dedita agli studi musicali sotto la guida del padre, violinista presso la Cappella Palatina di S. Marco, Mozart fu invece condizionato dal suo precoce talento di violinista e cembalista che l’austero padre Leopold, violinista, compositore di Corte a Salisburgo e ideatore di un innovativo metodo per lo studio di tale strumento, volle mettere subito a “frutto”. Sotto la sua ferrea guida fu costretto fin dalla tenera età, assieme alla altrettanto dotata sorellina Nannerl di cinque anni più grande di lui, ad esibirsi nei salotti musicali e nelle corti principesche di mezza Europa. Raggiunse così una fama straordinaria, quasi da bimbo prodigio, ma quando cominciò a comporre musica, inizialmente quasi per divertimento, si rivelarono le vere doti di Amadeus, originale e innovativo nel comporre, riuscendo a coniugare, con grande naturalezza, semplicità espressiva e raffinatezze armoniche.
Mozart, nel 1769 all’età di 13 anni, iniziò un tour di studi in numerose città d’Italia presso i più famosi maestri e scuole musicali del tempo, viaggio fatto a più riprese ma che fu fondamentale per la sua maturazione artistica, al punto che compose il famoso Te Deum K141 quale pieno esempio del suo genio musicale.
Nel 1781 la sua arte poté esprimersi liberamente, e si può dire che è proprio con Mozart che il ruolo del musicista nella società comincia a svincolarsi dal servilismo che l’aveva sempre caratterizzato. Non bisogna dimenticare che all’epoca i compositori o i maestri di cappella, sedevano al tavolo insieme alla servitù ed erano per lo più considerati dei semplici artigiani piuttosto che artisti nel senso moderno del termine. Grazie alla carriera si stabilisce insieme alla neo sposa Costanze a Vienna, città ricca di fermenti ma culturalmente assai conservatrice, anche se attraversata dalle menti più innovatrici, contraddizione che sembra appartenere alla sostanza di questa città.
Il 5 dicembre del 1791 si spegne all’età di soli 35 anni una delle più alte espressioni dell’arte musicale di tutti i tempi. A causa delle avverse disponibilità economiche i suoi resti verranno tumulati a Vienna in una fossa comune e mai più ritrovati. Le cause della sua morte restano a tutt’oggi un rompicapo difficilmente risolvibile.
Mozart visse una vita tumultuosa e piena di successi, ma anche di gravi delusioni, determinate da una cronica incapacità di gestire i proventi della sua arte e che lo portarono a morire in povertà. In questo malinconico destino lo troviamo accomunato a Vivaldi, ed è assai singolare il fatto che, esattamente a 50 anni di distanza, i poveri resti terreni di Mozart trovarono misera sepoltura probabilmente nello stesso luogo nel quale furono sepolti quelli del grande veneziano, entrambi affratellati nell’eterna pace dello spirito.
Oggi non ci è possibile pregare sulle loro tombe, ma possiamo onorarli eseguendo o ascoltando le opere immortali che ci hanno lasciato, ed una buona opportunità per i romani ci sarà il 28 giugno, in occasione del Concerto per Coro e Orchestra che si terrà a Roma, per festeggiare il Decennale dell’Associazione Musicale Concentus Vocalis.
Vi aspettiamo numerosi, l’ingresso è gratuito ed il Concerto inizia alle 19 e 30!
Corrado Fioretti Direttore Artistico “Coro Concentus Vocalis” Roma
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